La Chiesa cattolica e l’eutanasia
La Chiesa Cattolica, ritenendo che la legge morale naturale non possa contraddire quella rivelata e anzi abbia una sua specifica autonomia, si sforza di impostare un discorso etico capace di rivolgersi a tutti gli uomini mediante lo strumento universale della ragione. Essendo molte le dichiarazioni sull’eutanasia, è opportuno affrontare una riflessione che abbia come presupposto l’analisi dei documenti ufficiali.
Il Concilio Vaticano II nella Gaudium et Spes (1965) denuncia come crimini contro la vita «ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario» in quanto azioni vergognose che «ledono grandemente l’onore del Creatore».
Nella Dichiarazione sull’eutanasia (1980) la Sacra Congregazione per la dottrina della fede, dopo aver definito il senso esatto del termine — «un’azione o un’omissione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore» — conclude che «niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente». Seguono alcune considerazioni nelle quali è ammesso l’uso moderato e proporzionato di analgesici e dei mezzi terapeutici.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) condanna l’eutanasia come moralmente inaccettabile. Questo giudizio categorico è stemperato dalle considerazioni successive circa l’«accanimento terapeutico»: l’interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima, e l’uso delle cure palliative al fine di alleviare le sofferenze del moribondo è visto come forma privilegiata di carità.
Nell’Evangelium Vitae (1995) Giovanni Paolo II afferma che «l’inviolabilità assoluta della vita umana innocente è una verità morale esplicitamente insegnata nella Sacra Scrittura». La Pontificia Accademia per la Vita (2000), dopo la constatazione della diffusione di una cultura dell’eutanasia a partire dagli anni ’70, giunge a considerazioni analoghe ai documenti precedenti.
In definitiva potremmo concludere che per la Chiesa il testamento biologico va accettato a patto che non includa pratiche volte ad accorciare la vita e che contempli esclusivamente la rinuncia all’accanimento terapeutico. L’importante, dunque, è che non apra le porte all’eutanasia.
Un riquadro di accompagnamento sintetizza le posizioni delle altre confessioni cristiane: la Chiesa ortodossa (giudizio decisamente contrario), la Chiesa evangelica luterana e quella battista (aperte al dialogo), la Chiesa avventista, le Chiese valdese, riformata olandese, libere, metodiste e alcune pentecostali (tema in discussione con differenti sfumature) e la Chiesa anglicana (giudizio tendenzialmente favorevole).
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2007, a firma di Denis Gallino.