Conservare le ceneri in casa?
Diritto e Volontà

Conservare le ceneri in casa?

1 Settembre 2002
2 min di lettura

La nuova legge sulla cremazione (n. 130, settembre 2001), nel consentire la dispersione delle ceneri, permette implicitamente anche la loro conservazione nelle case, parlando in modo generico di «affidamento ai parenti». L’idea di conservare le ceneri dei propri cari a casa è seducente per molti. L’origine culturale rinvia all’antichità romana e al suo culto dei morti e degli antenati; alla fine del ‘700, in Francia, i primi progetti cremazionisti richiamavano proprio quella cultura, sottolineando la possibilità di tenere le ceneri presso il focolare domestico.

L’intento degli autori settecenteschi era di carattere morale: la famiglia, nucleo fondamentale della comunità, veniva investita del ruolo di garante della coesione sociale. Ma quella era una famiglia patriarcale, con un nucleo allargato e la stabilità nello spazio e nel tempo. La nostra società, in cui il nucleo familiare è divenuto esile e tendenzialmente instabile, mobilissimo e parcellizzato, è profondamente diversa: non è infrequente che anche la coppia genitoriale coi figli sia sottoposta a spostamenti significativi e talvolta definitivi.

L’idea di conservare in casa le ceneri va dunque pensata alla luce di queste considerazioni. Le ceneri dei nostri cari rischiano, nel giro di pochi anni e al massimo di un paio di generazioni, di perdere interesse e di venir relegate in cantina o, peggio, di essere buttate via, persa ormai la memoria della persona. Non è un caso che molti film ci abbiano già abituati a scene domestiche di urne urtate per caso, che si rompono e disperdono le ceneri sul pavimento.

Una certa quantità d’oblio è fisiologica e necessaria alla vita, ed è connaturata anche al culto dei morti: memoria e oblio sono strettamente intrecciati. Ma non dobbiamo dimenticare la funzione del cimitero in epoca moderna, luogo della memoria non solo personale ma collettiva, spazio in cui si riconosce implicitamente che la perdita di un membro della società concerne tutti. Il ruolo dei cimiteri, che sono la memoria non solo del cuore ma anche della ragione — quella che vuole ricordare anche i morti che non hanno toccato direttamente la nostra vita — è di fondamentale importanza per una civiltà che si voglia tale.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 2002, a firma di Marina Sozzi.

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