Il confine della vita davanti alla legge
Diritto e Volontà

Il confine della vita davanti alla legge

1 Settembre 2002
2 min di lettura

Perché tanta incertezza e tante discussioni intorno alla morte assistita, chiesta, invocata, e talvolta accordata, quando il paziente è vivo solo per le leggi biologiche dell’organismo, in quella notte buia della coscienza che non attende più nessun’alba? Perché è incerto il nostro concetto di «vita», che oscilla paurosamente tra la vita anonima dell’organismo e quella personalizzata dell’individuo che, nelle residue possibilità biologiche del suo corpo, non riconosce alcuna immagine di sé.

Che cos’è, infatti, la vita? La semplice animazione della materia, come pare di poter dire per certe esistenze tenute «in vita» dalla strumentazione tecnologica? O il rispetto dell’individuo, della sua coscienza, della sua deliberazione, che proprio il cristianesimo ha eretto a valore indiscusso, trasmettendolo alla cultura laica? Il problema dell’eutanasia non mette in gioco il valore della «vita» che prolifera ovunque, ma il valore dell’«individuo».

A questo punto sorge la domanda: perché la morte fatica così tanto a entrare nel circuito dell’amicizia, dell’amore e acquistare così un volto sereno? Perché bisogna morire solo per cause organiche sotto l’unica giurisdizione della scienza medica? La morte è un evento che riguarda solo il mio organismo oppure riguarda la mia vita, che non è fatta solo di organi fisici, ma soprattutto di vissuti, di amori, di amicizie, di stili, di rispetto di sé?

Non è forse nell’aver allontanato troppo la morte dalla vita, nell’averla considerata un fatto estraneo che sopraggiunge a nostra insaputa e senza la nostra partecipazione, la ragione profonda per cui temiamo così tanto la morte? Essa è terribile come tutto ciò che è estraneo, anzi come il massimamente estraneo. (Da «La Repubblica», 25 aprile 2002.)

Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 2002, a firma di Umberto Galimberti.

Condividi questo articolo

Ancora da Diritto e Volontà

Diritto e Volontà

Fine vita, l’Italia a più velocità

Nel dibattito sul fine vita parole diverse vengono spesso confuse. Mettere ordine è il primo passo per capire quali diritti esistono e quali decisioni mancano.

Diritto e Volontà

Leggi sulla cremazione: la confusione continua

Il punto sulla legislazione cimiteriale e funeraria: la legge 130 del 2001, la mancata approvazione del regolamento attuativo, il fiorire di leggi regionali in ordine sparso e i nodi ancora aperti sulla dispersione e…

Lettere dai Confini

Articoli, letture, documenti d'archivio e appuntamenti per attraversare il presente da un'altra prospettiva.

Iscriviti alle Lettere →