La seduta del Senato che ha approvato la legge sulla cremazione
Confini pubblicava la trascrizione integrale del dibattito svoltosi in Senato il 7 marzo 2001 sul disegno di legge n. 5023, già approvato dalla Camera. Ne riproduciamo una sintesi documentaria, conservando il senso degli interventi principali.
Il relatore, senatore Mascioni, osservava come affrontare il tema della cremazione e della dispersione delle ceneri significhi evocare problematiche delicate che toccano culture, sensibilità, convincimenti. Anche se in Italia la pratica della cremazione è ancora molto ridotta rispetto ad altri Paesi europei (il 2 per cento), c’è un interesse crescente per il destino del proprio corpo dopo la morte. Cosa fare del proprio corpo dopo la morte deve essere deciso dagli interessati: una scelta di libertà assunta individualmente, che questo disegno di legge consente di estendere.
L’oggetto è individuato all’articolo 1: la legge disciplina la pratica funeraria della cremazione, nonché, nel rispetto della volontà del defunto, la dispersione delle ceneri. Per consentire la dispersione delle ceneri è necessario modificare l’articolo del codice penale che prevede la reclusione per chi distrugge o sottrae un cadavere fino a disperderne le ceneri. La dispersione è consentita in aree a ciò destinate all’interno dei cimiteri o in natura o in aree private; è vietata nei centri abitati, mentre quella nei mari, nei laghi e nei fiumi è permessa nei tratti liberi da natanti e da manufatti.
Nella discussione generale il senatore Zanoletti (CCD) manifestava forti perplessità sull’articolo 5, ritenendo un errore introdurre difficoltà economiche che prima non c’erano. La senatrice Scopelliti (F.I.) ricordava di essere da molti anni iscritta alla SOCREM e affermava: «Se si prevede che la cremazione sia non solo un diritto soggettivo, ma anche un’affermazione della propria dignità e quindi una scelta filosofica ben precisa, credo che imporre una tassa sia quanto meno scorretto». Il senatore Rescaglio esprimeva perplessità legate alla propria educazione umanistica, ricordando Foscolo e la dignità dei Sepolcri. Il senatore Lorenzi (Democrazia Europea) preannunciava il voto contrario, osservando che l’articolo 5, rendendo oneroso il servizio, ne avrebbe bloccato la diffusione.
Di segno opposto l’unico intervento a favore esplicito dell’articolo 5, quello del senatore Gubert (Gruppo Misto), peraltro oppositore della cremazione, che concludeva: «L’unico aspetto positivo di questo provvedimento è l’articolo 5, che non incentiva con fondi pubblici la cremazione. Credo che due metri quadrati di terra, dopo aver dato una vita alla società, un individuo li possa anche meritare!». Era chiaro a tutti, tuttavia, che l’abolizione della gratuità penalizzava la cremazione, la quale comporta enormi vantaggi ecologici e di alleggerimento della pressione sulle aree cimiteriali.
Il sottosegretario per la Sanità, Ombretta Fumagalli Carulli, di fronte alle richieste di modifica, faceva presente che ormai si era in fine di legislatura e bisognava decidere se volere o non volere questa legge. Posti ai voti, tutti gli articoli venivano approvati, e così il disegno di legge nel suo complesso.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2001, a firma di Redazione.