Una Regione e una legge dalla parte della cremazione
Diritto e Volontà

Una Regione e una legge dalla parte della cremazione

1 Gennaio 2005
3 min di lettura

Bruno Bertolaso, Presidente della Socrem di Reggio Emilia e delegato regionale FIC per la Regione Emilia-Romagna, ha intervistato per «Confini» il dottor Pierluigi Macini, responsabile del Servizio di Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna, che ha seguito in prima persona tutto l’iter preliminare alla legge regionale.

Era presente da molto tempo nella nostra Regione, e del resto in altre Regioni italiane, una forte sensibilità generale nei confronti del problema della cremazione e un interesse diffuso per la dispersione delle ceneri o l’affidamento personale delle stesse che, come noto, non potevano essere attuati perché la normativa nazionale è ancora incompleta. La legge regionale, quando si è regolamentato le funzioni di indirizzo e controllo della Regione, ha sottolineato che le stesse sono finalizzate a garantire un trattamento adeguato, rispettoso e uniforme sul territorio regionale della persona defunta e delle ceneri derivanti dalla cremazione, a garanzia dei diritti essenziali della popolazione.

L’art. 3 della legge afferma la volontà di consentire il pieno esercizio di libera scelta delle modalità di sepoltura o della cremazione di ciascun cittadino. Il tema della cremazione e delle pratiche successive, in particolare della dispersione delle ceneri, è stato uno dei centri delle considerazioni che hanno indotto la Regione Emilia-Romagna a predisporre una legge in materia.

La dispersione delle ceneri è già, secondo la legge, completa e perfettamente operativa. La Regione si prefigge di emanare alcune direttive al riguardo, già in fase di preparazione. L’obiettivo è richiamare l’attenzione dei Comuni sulla piena applicazione, per quanto di competenza, delle disposizioni di legge, al fine di evitare ogni ritardo nell’applicazione dei diritti riconosciuti alla popolazione.

La dispersione può essere eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall’esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell’associazione riconosciuta che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione, di cui il defunto risultava far parte o, in mancanza, dal personale autorizzato dal Comune.

A Bolzano il record delle cremazioni. La provincia di Bolzano, capoluogo compreso, ha superato il 50 per cento di cremazioni sui decessi: un record nazionale rispetto alle altre province italiane. L’architetto Enrico Farina, presidente della Socrem di Bolzano e delegato FIC per Provincia Autonoma di Bolzano, ha trasmesso la sua testimonianza per spiegare ai lettori di «Confini» il fenomeno. La cultura cremazionista si è diffusa con discreta facilità nella Provincia di Bolzano, per una serie di fattori positivi che si sono autoalimentati tra loro: primo tra questi, la massiccia campagna di informazione attuata dalla Socrem Altoatesina sin dalla fondazione nel 1993, tramite conferenze, distribuzione di materiale, contatti con il pubblico. Non vi sono mai stati ostacoli da parte di nessuna confessione religiosa; l’attenta politica tariffaria applicata dal Comune di Bolzano ha contribuito a far scegliere alle famiglie una pratica che non risulta penalizzante dal punto di vista economico.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2005, a firma di a cura di Bruno Bertolaso.

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