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1 Maggio 1996 · di Redazione Confini Magazine
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Angeli. I misteriosi messaggeri — a cura di Rex Hauck (Sperling & Kupfer 1995, pp. 194, L. 26.500)

I messaggeri di Dio, l’incarnazione della luce divina, i custodi dell’anima; in una parola, angeli. Sono esseri misteriosi, che da sempre sollecitano l’immaginazione e il desiderio di spiritualità dell’uomo; tuttavia, ora più che nel passato, essi costituiscono l’oggetto di un interesse per il soprannaturale che va oltre la semplice curiosità. Per realizzare questo volume sono state fatte centinaia di interviste alla gente comune, che ha offerto toccanti testimonianze dell’«incontro» con gli angeli. Ma notevole è stato anche il contributo di insigni studiosi che hanno approfondito l’argomento (S. B. Nuland, R. Moody, M. Morse, J. Borysenko…) e ne propongono diverse interpretazioni, anche scientifiche, che non confinano più questo fenomeno nella sfera dell’esoterico e della fantasia.

Cendres d’immortalité. La crémation des veuves en Inde — Catherine Weinberger-Thomas (Seuil 1996, pp. 330, 140 F)

L’autrice analizza il rito della cremazione delle vedove in India. Quella del «bagno di fuoco» è una tradizione religiosa in cui la mistica dell’amore si fonde con l’esaltazione della morte eroica e il desiderio di immortalità, ma anche con la paura della condizione di «vedova». La vedova indiana, considerata impura e sospettata di aver compiuto le peggiori nefandezze nella vita precedente, viene disprezzata e trattata come una paria; soltanto gettandosi sul rogo riacquista la dignità che ha perso con la morte del marito, perché si purifica e realizza l’unità carnale e spirituale della coppia. Sebbene sia considerata un’usanza esecrabile fin dall’Ottocento e abbia causato feroci dibattiti, tuttavia il rito della cremazione della «vedova» non cessa d’esistere (l’ultimo caso eclatante è del 1987), dice la Weinberger-Thomas, forse perché rientra nella politica di una casta che ha strumentalizzato la religione per i suoi profitti. Comunque sia, conclude l’autrice, quando in India muore un coniuge, la tradizione non prevede l’uguaglianza dei sessi: i vedovi, infatti, non si immolano mai.

Voglia di madre — Stella Pende (Corbaccio 1995, pp. 126, L. 22.000)

Storie al femminile raccolte e raccontate da Stella Pende sono le voci di quelle donne che la madre non l’hanno mai avuta; di quelle altre che, pur avendola ancora, vivono la paura di perderla. Con la madre si instaura il rapporto più lungo tra due esseri umani e il legame tra madre e figlia femmina è così saldo ed unico che la perdita della genitrice può essere devastante; non importa se la madre è buona, cattiva o assente, è la chiave dell’esistenza della donna e la condiziona, secondo l’autrice, molto più di quanto possa fare il padre. La morte della madre è un evento cui non ci si può sottrarre, eppure una figlia non riesce a prepararsi a questa fatalità, perché «solo guardando la propria madre si sa dove si è». A chi pensa che questo dolore sia esclusivamente suo, e lo custodisce segretamente, la Pende dice: «Le figlie senza madre sono una razza riconoscibile, nel bene e nel male, hanno un filo che le tiene attaccate una contro l’altra: la voglia della madre».

La morte nelle religioni. Ebraismo Cristianesimo Islam Induismo e Buddhismo — John Bowker (Ed. San Paolo, pp. 305, L. 26.000)

Passando in rassegna le concezioni della morte e dell’aldilà nelle principali tradizioni religiose, l’autore confuta la teoria secondo cui le religioni nascono dalla paura della morte e dalla conseguente ricerca di un’illusoria promessa di sopravvivenza. Bowker dimostra, infatti, come in realtà le diverse dottrine non cercano di eludere l’argomento ma, al contrario, lo affrontano ponendo l’accento sul tema del sacrificio, che consiste nel cedere la vita per dar opportunità di una nuova vita (così come avviene nella biologia). Non c’è morte senza che ne consegua vita: su questa concezione trovano un punto di incontro non solo i credenti ma anche i laici, perché accettare il sacrificio, la propria morte, cogliendo il senso della vita nella sua universalità, è la condizione per trovare il valore della morte.

Dalle sante ascetiche alle ragazze anoressiche. Il rifiuto del cibo nella storia — W. Vandereycken, R. Van Deth (Raffaello Cortina Editore 1995, pp. 350, L. 39.000)

L’argomento del libro verte sul rapporto tra quella che oggi è definita anoressia isterica e i fenomeni di ascetismo in cui il non assumere cibo è condizione indispensabile al raggiungimento di una elevazione spirituale. Alcune caratteristiche comuni tra le ragazze anoressiche e le sante ascetiche sono il rapporto con una immagine ideale, il controllo degli istinti, l’aspirazione all’immortalità e la contiguità con la morte: l’astensione dal nutrimento vitale in entrambi i casi è un rifiuto della normalità del vivere.

Le donne devono sapere. Come prevenire e affrontare il tumore al seno — Intervista di Giovanni Maria Pace a Umberto Veronesi (Sperling & Kupfer 1996, pp. 151, L. 26.500)

Qual è l’origine della neoplasia mammaria, si può prevenire, si può sopravvivere? Il tumore al seno miete ogni anno diecimila vittime, eppure le donne su questa malattia sanno ancora troppo poco. L’intervista del giornalista scientifico Giovanni Maria Pace al professor Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, ha portato alla stesura di un libro che risponde alle domande che ogni donna dovrebbe porsi per tutelare la propria salute, poiché informazione e prevenzione sono gli imperativi di un intervento tempestivo. Veronesi ha introdotto in Italia la chirurgia conservativa o ridotta, la «quadrantectomia» che consiste, in alcuni casi, nell’asportazione del solo nodulo maligno, qualora non esistano metastasi. Alla domanda sui vantaggi che tale tipo di intervento comporta, il chirurgo risponde: «Un grande vantaggio estetico, e quindi un beneficio psicologico. Le malate si avvicinano più facilmente al tavolo operatorio perché sanno che il chirurgo farà di tutto per salvare il seno, e che quasi sempre ci riesce».

Epm. Esperienze pre-morte. Fenomenologia e ipotesi interpretative — Aureliano Pacciolla (Ed. San Paolo 1996, pp. 259, L. 20.000)

In queste pagine viene descritto un fenomeno complesso ed inquietante: le esperienze di pre-morte. Lo studio della fenomenologia delle Epm è stato svolto su diversi ambiti, a partire da quello medico e psicologico per arrivare a quello antropologico ed etico-religioso; le ipotesi interpretative dei casi sono qui sviluppate secondo il rigore della ricerca e delle sperimentazioni, con l’ausilio di una accurata documentazione scientifica e bibliografica. Un’analisi della contemporanea tanatologia (la scienza del morire) in relazione alle esperienze pre-morte.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 1996, a firma di Gisella Gramaglia (a cura di).

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