Lettere
Vita Associativa

Lettere

1 Gennaio 1998
2 min di lettura

La rubrica raccoglie alcune lettere dei Soci e le relative risposte della redazione di «Confini», su temi quali la musica nei luoghi del ricordo, il conferimento delle ceneri nel cinerario comune, il rapporto personale con la morte.

Una lettera segnala il fastidio per la musica diffusa nei luoghi in cui riposano i cari, talvolta avvertita come troppo alta, e chiede di mantenerla come semplice sottofondo o di toglierla del tutto. La redazione risponde che la musica è stata richiesta da molti Soci, in quanto può contribuire a trasformare l’evento «morte» da momento di desolazione e sgomento in momento di riflessione e conforto; assicura tuttavia che terrà presente il suggerimento per verificare ed eventualmente intervenire sul volume.

I figli di un Socio che ha scelto il conferimento definitivo delle ceneri nel cinerario comune scrivono perché il loro rammarico per tale decisione giunga come un appello alle persone che hanno in previsione questa scelta o l’hanno già fatta senza consultarsi con i propri cari: se è vero che ognuno deve poter disporre del proprio corpo come meglio crede, talvolta questa decisione ferisce profondamente i sentimenti di chi resta, che desidererebbe avere la persona cara in un angolo raccolto e non in un luogo anonimo. La redazione pubblica l’appello affinché faccia riflettere chi ha in mente questa scelta.

Un’altra lettera trasmette lo scritto di un amico che, pur attendendo la morte con lucidità e serenità, la definisce «leale», «sincera», «giusta», «preziosa», «misericordiosa», «disponibile», «perspicace» e «pietosa», ricordando però che il suo abbraccio definitivo lo priverà della persona amata. La redazione ringrazia e osserva, citando Montaigne, che «chi insegnerà all’uomo a morire, gli insegnerà a vivere».

Una Socia invia il ricordino in memoria della madre, ringraziando per aver potuto usare la frase della SOCREM: «All’aprirsi del cerchio i gialli fiori dell’acacia vi annunceranno la luce e quando esso si chiuderà, la fine diverrà principio». Altri lettori, non ancora Soci, chiedono come formalizzare l’iscrizione e la concessione di una celletta pur non potendo recarsi negli orari d’ufficio: la redazione ricorda che l’iscrizione può avvenire anche per corrispondenza e che, dal novembre 1997, il Tempio ha adottato un orario continuato dalle 8.30 alle 16.00 dal martedì al sabato.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 1998, a firma di Redazione.

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