Racconti dall’Aldilà
Una conferenza stampa già al livello di un interessante convegno, quella organizzata la mattina del 13 ottobre dal Museo Egizio per la presentazione del programma annuale, che ha visti protagonisti il Direttore, dott. Christian Greco, la dott.ssa Sara Menato ed il prof. Giovanni De Luna. Fitta scaletta di appuntamenti e largo spazio per un ciclo di incontri in particolare, di cui Confini sarà media partner, I Racconti dall’Aldilà, organizzato insieme a SOCREM Torino APS e con il contributo di Deltora Servizi srl, Fondazione Ariodante Fabretti, Federazione Italiana Cremazione e Cooperativa Astra.
“Ci si può stupire a riflettere su come, in un mondo ed una società cambiate così radicalmente e su così tanti aspetti, per alcune domande fondamentali come quelle relative alla morte e alla finitezza umana, l’uomo contemporaneo non abbia poi una posizione tanto diversa da quella di chi viveva nell’Antico Egitto“. Il direttore e il professore hanno dialogato sull’apertura del Museo alla società che lo accoglie e custodisce e sul ruolo che può avere nel costante progredire della cultura, anche come strumento di preparazione e riflessione sul tema della morte.
Possiamo così anticipare il programma completo di un ciclo di otto incontri, alla sua prima edizione, che si propone di indagare, nell’assoluta concretezza, come l’umanità si sia affacciata al più esistenziale ignoto e all’insondabilità della propria finitezza.
Per ogni incontro, qui su Confini, seguiremo il tema trattato mensilmente con un approfondimento fatto di interviste a relatori e discussant, e ad una riflessione specifica nella quale anche i lettori saranno coinvolti.

RACCONTI DALL’ ALDILÀ
Un ciclo di conferenze sul tema della morte al Museo Egizio
Ingresso libero su prenotazione (Eventbrite)
In streaming sul canale YouTube del Museo Egizio
Realizzato con il sostegno e la collaborazione culturale dell’associazione SOCREM Torino APS.
Sostenuto dagli sponsor Deltora servizi s.r.l., Fondazione Fabretti, Federazione Italiana Cremazione, cooperativa Astra e il media partner Confini Magazine.
Venerdì 13 novembre 2026, ore 18.30: L’aldilà per gli antichi egizi
Christian Greco, in dialogo con Giovanni De Luna – Presiede Evelina Christillin
Uno sguardo complessivo al modo in cui gli antichi Egizi concepivano l’aldilà. Nella vita ultraterrena, ciascuno continuava a svolgere le funzioni che aveva ricoperto in vita, mantenendo il proprio rango e il proprio status. Una concezione che si riflette anche nello sfarzo degli arredi e dei corredi funerari, particolarmente evidente nelle tombe dei faraoni.
Venerdì 11 dicembre, ore 18.30: L’aldilà per il mondo greco-romano,
Massimo Osanna, in dialogo con Christian Greco – Presiede Pierluigi Passoni
L’aldilà nel mondo classico era concepito come uno specchio della vita terrena, quasi un suo riflesso simmetrico e speculare. Da qui la centralità di figure come Minosse, il giudice dei morti, e Caronte, il traghettatore, così come di luoghi e paesaggi emblematici come le rive del fiume Stige.
Venerdì 15 gennaio, ore 18.30: L’aldilà nelle religioni monoteistiche,
Paolo Curtaz, in dialogo con Armando Buonaiuto – Presiede Fabrizio Gombia
Perché nel paradiso descritto dalla tradizione islamica compaiono le urì, figure femminili associate alla beatitudine paradisiaca, mentre in quello cristiano non trovano posto figure equivalenti? E perché l’aldilà viene immaginato in modi così diversi nelle tre grandi tradizioni monoteistiche? Un confronto tra ebraismo, islam e cristianesimo per esplorare origini, analogie e differenze delle rispettive visioni dell’Aldilà, attraverso alcune delle domande che queste rappresentazioni hanno suscitato nel corso dei secoli.
Venerdì 12 febbraio, ore 18.30: L’aldilà nell’immaginario medievale,
Salvatore Settis, in dialogo con Egle Micheletto – Presiede Giovanni De Luna
La visione dantesca dell’Aldilà si inserisce nel contesto culturale dell’Alto Medioevo, al quale Dante attinge per costruire la geografia e la logica del suo mondo ultraterreno. Tra gli elementi più significativi vi è la legge del contrappasso, secondo cui la pena dei dannati richiama, per analogia o per contrasto, il peccato commesso in vita. Un esempio celebre è quello del conte Ugolino, condannato a una pena eterna legata al tema della fame e del cannibalismo che caratterizza il suo drammatico episodio nell’Inferno.
Venerdì 12 marzo, ore 18.30: L’aldilà nel totalitarismo,
Giovanni De Luna, in dialogo con Marco Lupo – Presiede Evelina Christillin
La promessa del paradiso in terra: la rivincita della politica sulla natura e sulla religione, l’homo faber come artefice e dominatore del mondo. Un’idea che attraversa non solo i regimi totalitari, ma anche le grandi democrazie occidentali, alimentando quella che può essere definita la grande utopia del Novecento.
Venerdì 9 aprile, ore 18.30: L’aldilà nel buddismo,
Chandra Candiani, in dialogo con Armando Bonaiuto – Presiede Cristina Vargas
Nel buddismo, al centro della concezione dell’esistenza vi è il principio della ciclicità. La riflessione si sviluppa così intorno a concetti fondamentali come il karma e il nirvana, mettendo in discussione l’idea di un’anima fissa e immutabile e concentrandosi invece sulla continuità di un flusso di coscienza dinamico e in continua trasformazione.
Venerdì 14 maggio, ore 18.30: L’aldilà nell’induismo,
Daniela Bevilacqua, in dialogo con Javier Gonzalez – Presiede Gianguido Passoni
Un viaggio nella concezione dell’Aldilà nell’induismo attraverso alcuni dei suoi concetti chiave: il samsara, il karma, il moksha, il naraka e la figura del dio Yama. Al centro, la riflessione sulla ciclicità della vita e della morte, che distingue questa concezione dalle tradizioni occidentali fondate su una visione lineare dell’esistenza, e sulla responsabilità dell’individuo nella gestione delle proprie colpe.
Venerdì 11 giugno, ore 18.30: L’aldilà nelle fiabe,
Ascanio Celestini, in dialogo con Marco Aime – Presiede Giovanni De Luna
Una rassegna di fiabe, dalle più antiche fino alla contemporaneità, da Cenerentola e Cappuccetto Rosso a Cecafumo, Cicoria e Parasacco. Racconti molto diversi tra loro, ma accomunati da una vena di tristezza che attraversa le loro vicende e che ne stempera la gioia del lieto fine.

Da sinistra: Christian Greco, Alice Merletti, Fabrizio Gombia