Dialoghi tra l’uomo, la vita, la morte
Vita e morte: questo ci pare l’unico modo di parlare della morte, tenerla nella relazione inscindibile con la vita, senza la quale non ha nessuna realtà. La vita non è rimozione della morte, ma la morte non è rimozione della vita. Nelle precedenti tre edizioni di «Parole oltre il tempo» abbiamo affidato alle parole letterarie, filosofiche o poetiche di vari autori il compito di creare l’atmosfera adatta a esprimere questa consapevolezza e tutti i sentimenti che l’accompagnano.
Anche quest’anno riproponiamo, a tutte le persone che verranno al Cimitero Monumentale di Torino nei giorni dedicati alla memoria dei Defunti, un incontro con la poesia e la riflessione filosofica sul tema vita-morte-ricordo. Lo faremo attraverso la lettura — preparata con la Compagnia Anna Bolens — delle poesie e delle riflessioni di Giacomo Leopardi, uno degli autori di cui si può ben dire che abbia dedicato la propria opera artistica ad analizzare il doppio senso della vita e il valore fondante del ricordo. Il ricordo è per Leopardi la dimensione entro cui si realizza la poesia, e la poesia è la sede della ricerca del senso della vita e della contemplazione del nulla.
Quest’anno, però, abbiamo voluto fare anche una rappresentazione teatrale sul tema vita-morte, realizzata nell’aula del Tempio Crematorio. La Compagnia Anna Bolens reciterà Il villano di Boemia, di Johann von Saaz, un testo boemo redatto intorno al 1400, ritenuto uno dei più importanti scritti in lingua tedesca dell’epoca. La pièce è un «contrasto», forma teatrale tipica del medioevo, tra due personaggi simbolici e reali insieme: un contadino che ha perso la giovane, amatissima moglie, e la Morte che gliel’ha strappata via. L’arbitro della contesa è, coerentemente con la cultura dell’epoca, Dio stesso.
Queste le note del regista Mauro Avogadro: «Interpretata da tre giovani attori la parola di un Adamo che non sa piegarsi all’inesorabile condanna a morte di una vita giovane e bella; interpretata da una sola attrice la parola della morte, che in successivi moti di sorpresa, risentimento, ironia, pietà anima tutta una disputa piena di audacia e passione.» La contesa tra la umana disperazione e la morte non è puro esercizio retorico, ma materiale denso di spunti per una riflessione sull’ineluttabile «sconosciuto dei nostri destini».
Gli appuntamenti di «Parole oltre il tempo» sono così scanditi: sabato 31 ottobre, ore 14,30-17, poesie e brani di Giacomo Leopardi; domenica 1° novembre, ore 14,30-15,15, poesie e brani di Leopardi, e ore 15,30-17, Il villano di Boemia; lunedì 2 novembre, ore 14,30-17, poesie e brani di Leopardi. Tutte le manifestazioni si svolgono nel Tempio Crematorio, presso il Cimitero Monumentale di Torino.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 1998, a firma di Ariella Beddini.