Lettere
Vita Associativa

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1 Maggio 1999
2 min di lettura

Pubblichiamo una scelta dalla corrispondenza con i Soci, con le risposte della redazione.

Un Socio scrive per esprimere il proprio parere contrario alla dispersione delle ceneri: «Sono un fautore della cremazione da molti anni e ho sempre pensato alla cremazione come un mezzo per ricongiungermi idealmente con la natura. In effetti, se non attraverso la dispersione delle ceneri nella terra dei giardini o nell’acqua del mare o dei fiumi, ove la SOCREM mi è stato detto rimangono praticamente immutabili nel tempo, si può ben dire che attraverso la cremazione «l’Uomo ritorna alla natura». Pur rispettando le scelte di tutti, conosciamo l’importanza della memoria e comprendiamo il Suo desiderio, condiviso da molti Soci, di dare una collocazione alle proprie ceneri. Non dobbiamo però credere che con la dispersione delle ceneri in natura alla nostra morte segua necessariamente l’oblio».

Interviene anche un sacerdote, Padre Vittore Mazzuri della Chiesa Madonna degli Angeli di Torino: «Ritengo che la pratica della cremazione sia rispettabile e rispettosa della persona e del corpo umano quanto lo è quella dell’inumazione. Da un punto di vista religioso, credo perfino la cremazione più in sintonia con le Sacre Scritture di quanto non lo sia l’inumazione. Il fuoco distrugge il corpo e lo riduce in polvere, purificandolo: «Tu sei polvere e polvere ritornerai», dice la Bibbia. La fiamma che si libra in alto ben simboleggia lo spirito che, in quanto coscienza intelligente e libera, è la vera persona umana». La redazione ringrazia Padre Mazzuri per questo suo commosso e non formale riconoscimento, non solo della dignità della cremazione, ma anche della spiritualità e poeticità del suo rituale.

Un altro Socio segnala di aver letto su un quotidiano che il Cardinale Joseph Ratzinger, in un’intervista da Città del Vaticano, ha pubblicizzato la propria iscrizione a un’Associazione di donatori di organi, esaltandola come un gesto di «immenso amore», e si domanda se la scelta Ratzinger e l’invito ai Cristiani a seguirlo potrebbe anche influire positivamente sulla successiva scelta della cremazione. La redazione osserva che effettivamente le due scelte non sono in contrapposizione: i valori della scelta cremazionista sono in sintonia con i valori espressi attraverso la donazione degli organi, e lo dimostra il fatto che molti dei nostri Soci sono anche iscritti all’AIDO.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 1999, a firma di Redazione.

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