Dal Centro Studi alla Fondazione Ariodante Fabretti
È con vivo compiacimento che diamo notizia ai nostri Soci di un avvenimento di grande rilievo per la nostra Associazione e per gli studi sulla morte e sui riti funebri in Italia: il 30 giugno 1999 il Centro Studi Ariodante Fabretti si è trasformato in Fondazione. Si tratta di un riconoscimento e insieme di un rilancio: la nuova veste giuridica conferisce maggiore stabilità, autonomia e respiro all’attività di ricerca che il Centro Studi ha condotto in questi anni, con risultati che hanno suscitato l’interesse e l’apprezzamento della comunità scientifica nazionale e internazionale.
La Fondazione Ariodante Fabretti si propone di promuovere e sostenere la ricerca interdisciplinare sui temi della morte, del morire e dei riti funebri, attraverso convegni, pubblicazioni, borse di studio e la costituzione di un centro di documentazione specializzato. Essa intende porsi come punto di riferimento per studiosi di diverse discipline — storici, sociologi, antropologi, filosofi, giuristi — accomunati dall’attenzione a un tema tanto cruciale quanto a lungo rimosso dalla cultura contemporanea.
Il primo grande appuntamento della Fondazione è il convegno internazionale La scena degli addii. Morte e riti funebri nella società occidentale contemporanea, che si terrà a Torino il 24 e il 25 settembre 1999 presso il centro Torino Incontra. Il convegno, di cui abbiamo dato ampia notizia nel numero precedente, riunisce studiosi italiani e stranieri di primo piano attorno a tre grandi nuclei tematici: la morte del corpo, le valenze culturali e simboliche del rito funebre, i vecchi e i nuovi riti. Sarà un’occasione preziosa di confronto e di approfondimento, e segnerà degnamente l’avvio della nuova stagione della Fondazione.
Ai Soci che desiderassero partecipare ai lavori del convegno, l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria della Fondazione. Confidiamo che molti vorranno cogliere questa opportunità di accostarsi, in forma rigorosa ma accessibile, a temi che toccano da vicino la sensibilità e gli ideali di ogni cremazionista.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 1999, a firma di Redazione.