Internet
Con questo numero «Confini» inaugura una rubrica dedicata alla presenza in rete dei temi della morte e della cremazione.
Chi prova a cercare i siti relativi alla cremazione si rende subito conto che la gran parte è dedicata a servizi commerciali americani. La rete restituisce con immediatezza la differenza culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti nel modo di rapportarsi alla morte: i siti statunitensi, dalla grafica elegante e patinata, smentiscono almeno in parte la diffusa convinzione che gli americani non sappiano accettare l’idea della morte. La loro natura pubblicitaria fa leva sull’evidente disponibilità del pubblico a intendere il decesso come un evento di cui si deve parlare e che va curato nei dettagli.
Colpisce, in particolare, la compresenza, su uno stesso sito, di servizi sia per l’inumazione sia per la cremazione, presentati con pari cura e accompagnati da precisazioni sulle diverse motivazioni che possono spingere all’una o all’altra scelta. Tale impostazione si giustifica sulla base di una convinzione diffusa che intende la libertà di scelta come un valore da preservare, anche nel caso dei riti funerari. In poche parole, là non è necessario «battagliare» per la cremazione: l’intenzione cremazionista non è una scelta di cui ci si debba giustificare. Sarebbe bello che anche da noi fosse così.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2000, a firma di Redazione.