Dialoghi
Vita Associativa

Dialoghi

1 Maggio 2000
2 min di lettura

Pubblichiamo una scelta dalla corrispondenza con i lettori, con le risposte della redazione.

Marinus Schouten, socio della Società per la Cremazione di Torino pur abitando a Utrecht, in Olanda, e ricercatore nell’ambito della cultura funeraria, scrive a proposito dell’articolo sull’eutanasia apparso sul numero di gennaio. Racconta la vicenda dolorosa di un amico malato di cancro inguaribile, che voleva venire in Olanda per ottenere l’eutanasia, e le difficoltà pratiche e burocratiche che vi si frappongono: in Olanda l’eutanasia è legalizzata, ma i criteri ai quali bisogna attenersi sono estremamente complicati. Schouten conclude apprezzando le attività della Socrem di Torino e della Fondazione Fabretti, proprio perché contribuiscono alla rottura del tabù della morte, per dare spazio a relazioni e comportamenti più umani. La redazione pubblica la lettera, tra le molte pervenute sull’argomento, per la sua particolare intensità, considerando con rispetto sia le idee espresse sia la scelta drammatica alla quale esse hanno messo di fronte il lettore.

Margherita Vergnano scrive per ringraziare la Società per la Cremazione di Torino per come si svolge oggi il rito della cremazione, e in particolare la persona che ha condotto la cerimonia in occasione della morte del marito: «Ho avuto l’impressione che mio marito sia andato verso un’altra dimensione, e per un attimo mi sono sentita meno disperata. Questa cerimonia dovrebbe essere prevista dalla legge». La redazione ringrazia per la lettera, che è un’importante conferma che non è inutile la cura che la SOCREM di Torino profonde allo scopo di migliorare la cerimonia del Commiato, e concorda sull’auspicio che una cerimonia del Commiato sia prevista dalla legge.

Emilio Grippo, cittadino cattolico e socio SOCREM, interviene a proposito dell’editoriale che presentava l’intervista a Vattimo, contestando che il filosofo possa dirsi «cattolico». La redazione risponde precisando che nell’intervista il professor Vattimo non pretende affatto di rappresentare il pensiero cattolico: si è ritenuto corretto ricordare la sua formazione cattolica, che egli stesso cita, perché è elemento fondatore della personalità di un uomo, qualsiasi sia la successiva evoluzione di pensiero. La politica di «Confini» è sempre stata di dare la parola, sul tema della cremazione, a personaggi capaci di stimolare alla riflessione, prescindendo dalla loro collocazione politico-ideologica.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2000, a firma di Redazione.

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