Le prime reazioni del mondo cremazionista
Confini raccoglieva in questo numero una prima serie di reazioni dei rappresentanti delle SOCREM italiane alla nuova legge. Ne sintetizziamo gli interventi principali, consolidati in un unico quadro.
L’orientamento è pressoché unanime: viva soddisfazione per il riconoscimento del ruolo delle SOCREM e per l’introduzione della possibilità di disperdere le ceneri senza incorrere in un reato; forte preoccupazione, invece, per l’abolizione di uno strumento-cardine come la gratuità del servizio.
Roberto Patola, Vicepresidente della FIC, giudica il provvedimento innanzitutto positivo perché soddisfa una richiesta avanzata da anni; segnala però come preoccupanti il fatto che la definizione delle tariffe sia lasciata all’interpretazione delle amministrazioni comunali. Piero Bigatti, Presidente della SOCREM di Milano, paragona le conseguenze prevedibili a quelle della «famigerata tassa sul sole», parlando di una vera e propria «tassa sul morto».
Ambrogio Vaghi (Varese) riconosce che sono state rese più chiare le norme sulla dispersione e la conservazione delle ceneri, ma teme che la nuova tassa faccia diminuire drasticamente il numero delle cremazioni. Alessandro Pozzato (Sanremo) sottolinea che, con il pagamento del servizio, la cremazione diventerà «un servizio di élite e non un servizio pubblico». Enrico Farina (Bolzano) esprime giudizio positivo sulle norme relative alla conservazione e dispersione, e nota come la possibilità di conservare le urne fuori dalle aree cimiteriali apra nuove prospettive.
Bruno Massimo Albarelli (Verona) riconosce alla legge la capacità di interpretare positivamente alcuni aspetti di una società multietnica. Per Mariagrazia Baretta e Giovanna Bonacini Campi (Venezia) la dispersione è una conquista raggiunta grazie al lavoro dell’avvocato Segre e della FIC. Bruno Bertolaso (Reggio Emilia) assume una posizione in parte eccentrica, ritenendo che l’onerosità, superato il momento iniziale, non frenerà la diffusione.
Vittorio Gustinucci (Pisa) valuta positivamente la possibilità per l’associazionismo di valorizzare il proprio ruolo. Piero Mannucci (Livorno) e Roberto Torriti (coordinamento toscano) segnalano sia le opportunità di «concertazione» con le istituzioni sia il carattere discriminatorio dell’abolizione della gratuità. Dalle SOCREM del Sud — Vito Giuseppe Molese (Torre del Greco) e Giuseppe Russo (Trapani) — emerge la preoccupazione per un’area del Paese già penalizzata dall’assenza di impianti e dalle resistenze culturali.
La posizione delle SOCREM italiane è dunque sostanzialmente unanime: alla legge va riconosciuto il merito di importanti affermazioni di principio, ma questo atteggiamento costruttivo è stato in gran parte invalidato da un provvedimento «amministrativo» che rischia di emarginare fra le pratiche di sepoltura quella che è a un tempo la più avanzata e la più minoritaria.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2001, a firma di Redazione.