Il volontariato dà fastidio agli operatori professionisti?
Vita Associativa

Il volontariato dà fastidio agli operatori professionisti?

1 Gennaio 2002
2 min di lettura

Nell’ottobre scorso Euract.net ha diffuso su Internet una nota in cui si sosteneva che l’associazionismo cremazionista più orientato alla gestione, guidato da Luciano Scagliarini, sembrerebbe convergere verso soluzioni che consentono interessanti ritorni economici, con riferimento alla SOCREM di Torino e alle società di capitali operanti nel ramo della gestione dei forni crematori e delle attività editoriali.

A essa ha risposto l’ingegner Luciano Scagliarini, Presidente della SOCREM di Torino. L’affermazione, riferita a un’associazione di volontariato, è del tutto gratuita, priva di fondamento e viene smentita nel modo più categorico. Sarebbe stato più esatto dire che, con i presunti e inesistenti «ritorni economici», questo Ente Morale può dedicare alcune risorse, marginali rispetto alla generosità dei propri Soci, alla diffusione dell’idea cremazionista.

La SOCREM di Torino non opera con nessuna società di capitali, ma ha costituito una sua società unipersonale, partecipata al 100%, cui ha affidato la soluzione dei problemi tecnici, amministrativi e gestionali. In tal modo viene messo a disposizione dei Comuni e delle altre SOCREM il know-how derivante dall’ultracentenaria esperienza acquisita. Anche il bilancio di questa società Servizi per la Cremazione s.r.l. è pubblico, perché allegato a quello della SOCREM: non c’è spazio per presunti «ritorni economici», ma semmai un migliore utilizzo delle risorse.

La SOCREM di Torino ha ben chiari i confini tra attività imprenditoriale e attività no profit. Non fa «affari» con nessuno, né con l’imprenditoria privata né con quella pubblica. Vivaddio ci sono ancora persone che, a livello di volontariato e senza alcun compenso, intendono mettere a disposizione delle associazioni cremazioniste la loro professionalità con passione, entusiasmo e determinazione. Evidentemente l’attivismo del volontariato cremazionista dà fastidio, e quindi implicitamente se ne riconosce la validità. Il consenso e la generosità dei nostri 38.000 Soci sono di incoraggiamento a proseguire su questa strada.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2002, a firma di Redazione (con replica di Luciano Scagliarini).

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