SIPO: Società Italiana di Psiconcologia
La SIPO (Società Italiana di Psiconcologia) è stata fondata a Milano nel 1985 e conta attualmente numerosi membri in tutta Italia. La specificità della psiconcologia consiste nel suo rivolgersi a un paziente il cui disagio psicologico non dipende primariamente da un disturbo psicopatologico, ma è generato dalla situazione traumatizzante della malattia. La formazione degli psiconcologi non è univoca dal punto di vista del modello psicologico di riferimento, ma fa tesoro di più stimoli teorici. Gli obiettivi sono quelli di favorire un adattamento alla malattia nel paziente oncologico, utilizzando metodi che vanno dai colloqui individuali alle tecniche di mediazione corporea, al counselling, agli psicofarmaci.
L’intervento psicologico clinico in oncologia ha come principali destinatari il malato e la sua rete sociale prossima, costituita in primo luogo dai familiari. Per questi ultimi la possibilità di un supporto psicologico specifico riguarda non soltanto il periodo di malattia del proprio congiunto, ma anche il momento successivo all’eventuale decesso, nelle fasi che caratterizzano l’elaborazione del lutto. Per quanto riguarda il malato si tratta di aiutarlo lungo tutto il decorso della malattia, dalla diagnosi alla guarigione o all’exitus; aiutarlo a contenere i sintomi psicologici che lo affliggono; aiutarlo a modificare comportamenti a rischio.
Un altro aspetto consente di cogliere l’importanza dell’attività svolta dalla SIPO. Quest’ultima infatti si pone, oltre agli interventi sul singolo paziente e sulla sua famiglia, anche finalità di studio e ricerca. La valutazione quantitativa ha permesso di avviare ricerche epidemiologiche sulla prevalenza e sull’incidenza delle manifestazioni psicopatologiche e ha promosso l’utilizzo di strumenti di screening; la valutazione qualitativa implica l’adozione di metodi che consentono l’identificazione, la descrizione e l’interpretazione dei fenomeni oggetto di studio.
Da alcuni anni la Società di Psiconcologia ha ampliato la propria attività dando vita a coordinamenti regionali che coinvolgono il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto, il Trentino-Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, il Lazio, la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. A una sempre più rilevante diffusione sul territorio nazionale ha fatto seguito il coinvolgimento di un significativo numero di persone dotate di conoscenze e professionalità che, pur non essendo riferibili all’ambito strettamente medico e psicologico, si sono rivelate preziose: assistenti sociali, assistenti sanitari, terapisti della riabilitazione, religiosi e volontari.
(Luca Prestia, Società Italiana di Psiconcologia. Segreteria Organizzativa c/o Avenue Media, Via di Riva Reno 61, Bologna)
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2004, a firma di Luca Prestia.