Segnalazioni
Maurice Pinguet, La morte volontaria in Giappone (Luni Editrice, Firenze 2006, pp. 471, 24 euro). Il saggio mostra, con una dettagliata analisi storica, come il suicidio, che dal Cristianesimo è sempre stato considerato tra i peccati più imperdonabili, costituisca per la civiltà giapponese l’oggetto di una scelta etica che nel corso dei secoli ha subìto una lunga elaborazione e codificazione, sociale non meno che «tecnica». Mentre l’individuo occidentale, di fronte alla disperazione, al disonore, al fallimento, è lasciato in balìa di se stesso, la civiltà giapponese offre una via d’uscita non individualistica, ancora sociale: una «forma», ovvero un gesto supremo di autosacrificio con cui il singolo può chiudere la propria vita ricongiungendosi alla comunità. Questa forma può assumere l’aspetto di un vero e proprio kata — come il seppuku dei samurai — oppure la testimonianza meno formalizzata del distacco buddhista dall’esistenza. Maurice Pinguet (1929-1991) fu direttore dell’Istituto franco-giapponese di Tokyo dal 1963 al 1968, e fu su suo invito che Roland Barthes vi venne ospitato, traendone L’impero dei segni, a Pinguet dedicato.
Frank Ostaseski, Saper accompagnare. Aiutare gli altri e se stessi ad affrontare la morte (Oscar Mondadori, Milano 2005, pp. 86, 9,80 euro). Nella nostra società la morte è vista soprattutto come un fatto clinico, ma è in realtà un momento di enorme valore psicologico, emotivo e spirituale. Il nostro rapporto con la morte dipende dal nostro rapporto con il dolore, con noi stessi e con quanti amiamo. Di enorme importanza, per la qualità degli ultimi giorni, sono le persone che ci circondano; purtroppo spesso i familiari, gli amici e persino il personale sanitario sono impreparati di fronte alla sofferenza estrema. Ostaseski offre un utile spunto di riflessione per tutti, laici e credenti, su come accompagnare i morenti, aiutando a far emergere quella parte naturalmente gentile e capace di accogliere la sofferenza altrui che è parte integrante del nostro essere umani. L’autore è fondatore e direttore dello Zen Hospice Project di San Francisco.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2008, a firma di Marco Novarino.