Anche i cimiteri volano nell’etere
In un’epoca tutta improntata al virtuale, in cui su Internet è possibile reperire informazioni su infiniti temi o acquistare qualsiasi prodotto, non desta troppo scalpore il fatto che si possano trovare numerosi siti dedicati al tema della morte e del morire. Accanto al proliferare di «cimiteri virtuali», siti in varie lingue che offrono la possibilità di inserire, gratuitamente o a pagamento, epitaffi, necrologi, poesie o semplici pensieri a persone care scomparse, trovano posto anche numerosi siti dedicati specificamente a importanti necropoli.
In particolare in Europa, dove nel corso degli ultimi due secoli grandi capitali come Parigi e Londra hanno dato luogo a una politica di edificazione di maestose città dei morti, sono numerose le visite in rete ai cimiteri. Il nostro viaggio virtuale inizia dal sito della principale necropoli parigina, il Cimetière du Père-Lachaise: la pagina iniziale offre una breve descrizione in lingua francese e inglese del cimitero accanto a una pianta integrale, una finestra che offre una panoramica virtuale a 360 gradi e la possibilità di iniziare la propria visita virtuale dal monumentale ingresso. Il Père-Lachaise è enorme, con quasi 44 ettari e oltre 70.000 tombe, ed è molto suggestivo; un elenco alfabetico di tutti i personaggi celebri sepolti permette di trovare rapidamente la lapide desiderata: con un semplice clic è possibile avere informazioni sul personaggio, gli estremi cronologici, la professione e alcune fotografie della tomba.
Proseguendo verso nord non si può non visitare il sito del Kensal Green Cemetery, il cimitero monumentale più antico di Londra, progettato secondo i canoni del Père-Lachaise. Il sito fornisce un’accurata descrizione storica, dal progetto iniziale fino agli ampliamenti resi necessari dalla crescita esponenziale di Londra; in diverse sezioni dedicate spiega e descrive il sito. Tra i più assidui visitatori vi sono gli iscritti al sito «The Friends of Kensal Green Cemetery», dove si possono reperire informazioni su orari e giorni di visita, illustrazioni delle tombe dei personaggi più illustri, piantine dettagliate ed elenco delle pubblicazioni. Il sito coglie appieno la peculiarità di un percorso graficamente semplice, austero e luminoso, che invita i visitatori a proseguire piacevolmente, e accoglie al suo interno architetture significative del periodo tardo-ecclettico, organizzando visite guidate, mostre e workshop.
Anche in Italia sono presenti alcuni siti web di importanti cimiteri: quello di Staglieno a Genova, una delle necropoli più grandi d’Europa, e quello del Monumentale di Milano, certamente più particolare perché si pone come un vero e proprio museo a cielo aperto, in quanto eccezionale campionario di orientamenti e tendenze di gusto e di stile. Il sito accoglie al suo interno architetture significative dello «storicismo» e del periodo tardo-ecclettico con opere di Carlo Maciachini, Luca Beltrami e Gaetano Moretti, e notevoli prove del Liberty; importanti esempi dell’architettura milanese tra le due guerre con opere di Paolo Mezzanotte, Piero Portaluppi, Giò Ponti, i BBPR, Luigi Figini e Gino Pollini consentono di percorrere virtualmente le strade del camposanto con una visuale a 360 gradi e trovare facilmente le tombe dei personaggi famosi che vi sono sepolti, come Alessandro Manzoni, Filippo Turati e Carlo Cattaneo e i premi Nobel Salvatore Quasimodo e Giuseppe Missori, e ammirare la galleria fotografica ricca di immagini d’autore. Dare una risposta soddisfacente al perché siano nati questi siti web dei cimiteri è cosa tutt’altro che semplice; tutti i siti presi in esame si presentano, già a una prima occhiata, sia dal punto di vista grafico sia da quello strutturale, come dei veri e propri musei virtuali pronti a soddisfare tutte le richieste del visitatore-tipo, dalle informazioni più banali, quali orari e giorni di visita, a quelle più tipicamente museali, come la storia del cimitero, la descrizione delle tombe più rilevanti e il percorso da seguire per visitare i grandi cimiteri monumentali come vere e proprie raccolte d’arte a cielo aperto, articolate in diversi settori «collezionistici».
Articolo pubblicato originariamente in Confini, ottobre 2008, a firma di Maria Vittoria Foghino.