Città dei vivi, città dei morti: un rapporto complesso
Nella scorsa primavera Torino è stata protagonista di una storia che ha colpito profondamente la cittadinanza e che si è affacciata sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali. Stiamo parlando delle esumazioni in opera presso i cimiteri della città e delle polemiche che inevitabilmente sono sorte.
Il problema ha avuto origine nel recupero di spazi all’interno dei cimiteri torinesi, una difficoltà con cui tutte le municipalità italiane sono obbligate a confrontarsi prima o dopo. Il Comune di Torino aveva deliberato un piano di esumazioni al fine di garantire una gestione equilibrata degli spazi cimiteriali e assicurare il bilanciamento fra le richieste della cittadinanza e l’effettiva disponibilità.
Il livello eccezionale di salme indecomposte ha indotto il Comune a sospendere le esumazioni il 23 giugno, per non accumulare ulteriormente le giacenze dei resti da destinare, a seconda delle scelte effettuate dai parenti. La gestione è risultata complessa soprattutto perché i resti indecomposti dovevano essere reinterrati od anche cremati, secondo la scelta dei parenti, e se non presenti all’esumazione dovevano essere individuati e contattati per rilasciare un formale assenso.
Questo periodo di attività eccezionale si è riversato anche sulla Socrem di Torino, che ha dovuto organizzare cicli di lavoro notturni e festivi. Per dare un’idea dell’eccezionalità basterebbe precisare che nel solo mese di giugno la Socrem ha effettuato circa mille cremazioni contro le duecentocinquanta della normale media mensile. Questo sforzo straordinario è stato reso particolarmente difficoltoso dalla tensione dovuta alla giustificata forte emotività dei parenti e alla pressione dell’opinione pubblica.
Dopo questo periodo, e dopo aver ricostituito una proficua comunicazione con le famiglie, l’emotività collettiva è andata progressivamente smorzandosi.
È nata a Torino una Carta dei diritti e dei doveri a tutela del cittadino. Nell’ambito delle iniziative avviate dopo i fatti della primavera-estate 2004, il Comune di Torino ha approntato una «Carta dei diritti e doveri del Comune, delle imprese funerarie e dei cittadini». L’amministrazione comunale si impegna nei propri cimiteri al rispetto delle convinzioni religiose ed etiche, all’accesso facilitato per anziani e disabili, al potenziamento della vigilanza interna, alla tutela della riservatezza, alla pubblicità obiettiva e onesta dei servizi, e alla rigorosa osservanza di leggi e regolamenti. Si impegna inoltre a favorire la realizzazione della Carta dei servizi cimiteriali entro il 31 ottobre 2005 e ad adottare le misure opportune entro il 31 dicembre 2007.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2005, a firma di Riccardo Ahmed.