Dialoghi: Il primato di Torino
Vita Associativa

Dialoghi: Il primato di Torino

1 Gennaio 2002
2 min di lettura

Colgo l’occasione dell’invito di «Confini» per formulare i miei migliori auguri di serenità e salute a tutti i lettori. Sono tornato a essere assessore anche ai cimiteri: quando circa dieci anni fa realizzai la campagna di informazione alla cremazione, di cui qui è riprodotto il manifesto di Armando Testa, eravamo, con l’avvocato Segre e il presidente Bachi, pochi pionieri che credevano alla forza delle idee. Oggi, sull’impulso di allora, la scelta cremazionista a Torino rappresenta un fenomeno importante, con pochissimi riscontri in Italia.

Auspico un intensificarsi di rapporti tra l’Amministrazione comunale e la SOCREM, nel solco di una tradizione che ha visto negli anni la Città impegnata nella promozione della cremazione con interventi anche finanziari. Questo rapporto è oggi una realtà che può essere definita all’avanguardia in Italia per rispetto delle convinzioni cremazioniste, per l’assistenza alle famiglie e per l’eccellenza delle infrastrutture.

Giuseppe A. Lodi — Torino, dicembre 2001

L’intervento dell’Assessore Lodi su «Confini» rievoca per me un ricordo lontano di circa dieci anni, un convegno, Le periferie della memoria, che affrontò per la prima volta il nodo intricato — emotivamente e intellettualmente — di un discorso culturale sulla morte. Fu in quell’occasione, nel 1992, che conobbi il Presidente della SOCREM, l’ingegner Luciano Scagliarini, e fui subito colpito dal suo entusiasmo, dalla lucida consapevolezza con cui affrontava un tema ancora tabù per l’Università e per l’intera comunità scientifica.

Da allora il settore culturale è stato un asse di intervento strategico per la SOCREM. L’attività della Fondazione è diventata un punto di riferimento a livello nazionale, e si è irrobustita la sua collaborazione con il Comune, l’Università, la Provincia, la Regione. La cura dei locali destinati al culto della Memoria e il rito che si svolge al Tempio sono la migliore sintesi dell’efficienza operativa e della sensibilità umana, e non a caso sono stati presi a modello da molte altre situazioni italiane. La collaborazione auspicata dall’assessore Lodi può quindi servire non solo a riannodare antichi percorsi, ma a un rapporto di assoluto prestigio.

Giovanni De Luna

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2002, a firma di Giuseppe A. Lodi / Giovanni De Luna.

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