Gli spazi della memoria. Architettura dei cimiteri monumentali europei
Il volume, benché non di recente pubblicazione, rappresenta ancora oggi un utile strumento informativo e bibliografico per chiunque sia interessato ad approfondire la storia architettonica dei cimiteri in Europa degli ultimi due secoli. Come sostiene Mauro Felicori — dirigente del Comune di Bologna, fondatore ed ex presidente dell’Association of Significant Cemeteries in Europe — nell’introduzione, per tutto l’Ottocento e nella prima parte del Novecento l’architettura cimiteriale è stata un capitolo centrale della storia dell’architettura, che non può essere scritta compiutamente senza riferirsi alla progettazione delle moderne necropoli.
Il lungo e inarrestabile processo che, a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, spinse le amministrazioni municipali di buona parte del continente a costruire i cimiteri fuori dalle mura cittadine — interrompendo l’uso secolare di seppellire i morti all’interno delle chiese urbane — ebbe, tra le altre conseguenze, anche quella di coinvolgere nell’opera di progettazione dei nuovi campi santi i migliori architetti dell’epoca. Fu un fenomeno che proseguì per l’intero Ottocento e per i primi decenni del secolo successivo, ma che subì una sostanziale battuta d’arresto negli anni a seguire: quasi che, come ricorda il curatore, il cimitero non fosse più un luogo centrale della topografia cittadina, ma qualcosa da nascondere e dimenticare, con una società di massa meno capace di lasciare nei luoghi della memoria segni importanti della cultura architettonica contemporanea. Il volume offre quindi la possibilità di compiere un viaggio a ritroso, alla riscoperta di quei cimiteri d’Europa che, in un’epoca non così lontana da noi, hanno contribuito con la loro bellezza architettonica e artistica ad alimentare la cultura del ricordo.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2008, a firma di Redazione.