Il Liberty nei cimiteri
Per rintracciare le peculiarità dello stile Liberty e analizzarne la presenza nei cimiteri è necessario fare riferimento all’insieme delle correnti artistiche che, dall’ultimo decennio dell’Ottocento al primo Novecento, hanno interpretato lo sviluppo della borghesia e della civiltà industriale. Questi movimenti, che hanno trovato terreno fertile in Europa e negli Stati Uniti, confluiscono nel Modernismo, che poggia su alcune istanze fondamentali: creare un’arte conforme al proprio tempo, rinunciare ai modelli classici del passato, avvicinare le arti «maggiori» (pittura, scultura, architettura) a quelle applicate e aspirare a uno stile unitario internazionale.
L’Art Nouveau è espressione dello spirito modernista ed è un fenomeno tipico dei contesti urbani, che coinvolge diversi ambiti artistici: l’architettura, le arti figurative e decorative, l’arredamento, l’ornamento personale e lo spettacolo. Durante gli ultimi anni dell’Ottocento l’Art Nouveau diventa una vera e propria moda, manifestazione del gusto della borghesia moderna, e vengono a delinearsi i suoi tratti fondamentali: la tematica naturalistica e floreale, la ricerca delle asimmetrie, il ritmo impostato sulla forma curvilinea e le sue varianti, con andamenti ondulati e sinuosi, i continui riferimenti alla giovinezza, all’agilità, alla leggerezza. In Italia questo fenomeno, che prende il nome di Liberty, compare solo a cavallo dei due secoli e combina modi formali del passato tipici delle diverse nazioni.
I cimiteri, fin dalla prima metà dell’Ottocento, sono dominati dalla presenza della scultura, e per comprendere la transizione, a livello stilistico e contenutistico, dal realismo al Liberty, è necessario tener presente che in prossimità del Novecento il monumento funebre non rappresenta più una rassegna dell’operato della famiglia, né esprime la volontà di rendere noto uno status sociale, ma diventa la manifestazione di uno spirito introflesso, che intraprende un discorso più intimo e malinconico nei confronti della morte (e anche della vita). È proprio per questo motivo, ossia per una riflessione più personale, che la scultura funeraria si occupa della percezione del dolore, del mistero e delle interpretazioni del modo di affrontare il fenomeno della morte.
Tra le tematiche tipiche della scultura funeraria Liberty ci sono, riproposte in molteplici varianti, quelle della bella morte e della morte giovane. Quale simbolo può riassumere questo concetto in maniera puntuale se non il fiore? Infatti, se prima il floreale era utilizzato solo come ornamento o riempitivo, ora assume una valenza contenutistica: la natura, che rappresenta la vita, è irrimediabilmente compromessa dalla morte, i fiori vengono recisi e resta soltanto la contemplazione malinconica della bellezza. La vegetazione non contiene ostilità nei confronti della natura da parte dell’uomo, tant’è che spesso la figura umana è fusa nell’elemento naturale e partecipa alla sua mutazione: un abbraccio consolatorio, in un certo senso, e così assistiamo all’arrampicarsi di piante in ferro battuto sulle steli, sulle vetrate, sulle edicole, e allo sbocciare di fiori in marmo tra i capelli e ai piedi delle statue. L’evento della morte e del dolore è concepito in modo più laico rispetto al passato: gli angeli, che una volta popolavano il cimitero, vengono ora sostituiti da figure femminili, portatrici di mistero e sensualità, che incarnano la fugacità della bellezza e soppiantano l’iconografia religiosa.
Lo spirito Liberty è influenzato dal benessere economico e dall’ottimismo: ma, nella scultura funeraria, viene trattata l’altra faccia della medaglia, cioè l’illusione del progresso e il rimpianto di quest’ultimo. Le statue, per lo più, chiudono gli occhi, e quando lo fanno il loro sguardo non si concentra su un preciso particolare, trasmettendo un senso di allontanamento e distacco dal reale. In molti cimiteri italiani queste tipologie di raffigurazioni hanno una presenza notevole, perché il Liberty ha saputo interpretare le caratteristiche di una società che ha avuto un approccio cosciente nei confronti della morte ma, allo stesso tempo, ha saputo cogliere la circostanza misteriosa della vita, chiedendosi quale sia il rapporto tra la morte e una natura che si vorrebbe più vicina, anche solo per un apporto esclusivamente estetico. L’espressione di queste istanze passa attraverso una serie di allegorie e simboli che spesso non sono di facile comprensione e portano a una generale indeterminazione dei significati, senza fornire una risposta univoca: è proprio su questa libertà interpretativa che poggiano il successo e la curiosità che suscita il Liberty. La scultura nei cimiteri, nei decenni dello splendore del Liberty, si è interrogata sulle trasformazioni e sulle controversie di un’epoca, e sarà proprio dopo questi anni che la raffigurazione dell’individuo in relazione alla morte entrerà in crisi, facendo del gusto Liberty-simbolista l’ultima corrente capace di rinnovare l’immaginario del morire.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, ottobre 2008, a firma di Federico Gorgoglione.