Il progetto «Ospedale senza dolore»
Da sempre il dolore fisico costituisce per gli esseri umani un ostacolo in alcuni casi insormontabile. Compito della scienza medica è da sempre quello di lenire e, laddove possibile, interrompere un tale stato di sofferenza. Nel corso degli ultimi anni si è assistito, in Italia e nel resto del mondo, a un fenomeno interessante che rivela un diverso atteggiamento nei confronti del dolore e del modo di combatterlo.
Tra gli strumenti multidisciplinari atti a fronteggiare i casi di dolore cronico rientrano a pieno titolo le cosiddette «cure palliative», finalizzate a controllare il dolore e ad attenuare i sintomi della malattia senza intervenire direttamente sulla causa che l’ha generato. Le cure palliative possono essere realizzate a domicilio o in ospedale e in strutture di ricovero specializzate, gli hospices, che anche in Italia stanno conoscendo una significativa diffusione.
Tutto ciò muove da un’esigenza manifestatasi ormai a livello mondiale. In molti paesi si è avviato un progetto articolato per modificare l’atteggiamento degli operatori sanitari e degli stessi malati nei confronti del dolore. Tale progetto, battezzato «Verso un ospedale senza dolore», ha trovato un significativo appoggio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il primo passo compiuto in Italia è stato il documento di linee guida sul progetto «Ospedale senza dolore» firmato il 24 maggio 2001 e pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 29 giugno dello stesso anno.
La Regione Piemonte — antesignana in questo ambito — ha recepito la normativa nazionale e ha formalizzato il proprio Comitato regionale per l’Ospedale senza dolore. A coordinarlo è stata preposta la dottoressa Anna De Luca, direttrice della Struttura Complessa di Terapia del Dolore e Cure Palliative dell’A.S.O. San Giovanni Battista di Torino. Non c’è dubbio che nel prossimo futuro la diffusione di simili iniziative renderà tutti noi ancor più consapevoli dell’importanza che riveste, per il miglioramento della qualità della vita, l’eliminazione del dolore inutile.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2007, a firma di Redazione.