La Fondazione Faro: al servizio dei malati terminali di tumore
Vita Associativa

La Fondazione Faro: al servizio dei malati terminali di tumore

1 Settembre 2002
2 min di lettura

Lo scopo principale della FARO ONLUS è, secondo il dottor Guido Alessandria, Vice Presidente della Fondazione, «l’assistenza domiciliare gratuita ai malati terminali di tumore». La Fondazione nasce a Torino nel 1983, quasi per caso, per iniziativa del professor Alessandro Calciati, allora Primario di oncologia medica presso l’Ospedale S. Giovanni Antica Sede. Dopo una trasmissione radiofonica un signore telefonò per offrire una donazione: fu il primo versamento. Nel 1985 arriva il riconoscimento della Regione Piemonte, e il servizio diventa effettivo dal 1989, con 11 pazienti; nel 2001 gli assistiti erano 811.

La filosofia terapeutica si ispira ai principi delle cure palliative, rivolte ai malati che non rispondono più a trattamenti in grado di eradicare il male: cure mediche e infermieristiche, assistenza sociale, sostegno psicologico, spirituale e religioso, fisioterapia, tendenti ad alleviare il dolore e tutti i sintomi nell’ultima fase della vita. L’attenzione è rivolta soprattutto alla persona, rifuggendo sia l’«accanimento terapeutico» sia qualsiasi forma di eutanasia: le cure non intendono né affrettare né ritardare la morte, intesa come processo naturale.

L’assistenza non è rivolta soltanto al paziente, ma anche alla famiglia. Quando l’assistenza domiciliare non è più possibile, interviene l’Hospice Oncologico FARO, al terzo piano dell’Ospedale S. Vito di Torino, con 14 posti letto. Importanza fondamentale ha il ruolo dei volontari, preparati in un corso trimestrale: seguono da vicino i pazienti e le famiglie, stabilendo un rapporto diretto e intenso. Parallelamente alla sede torinese, nel 1995 è nata la Sezione FARO Valli di Lanzo.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 2002, a firma di Elga Mugellini.

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