Laicità, libertà di pensiero e di scegliere una morte dignitosa
Recensione di Laicità. Una geografia delle nostre radici, a cura di Giovanni Boniolo (Einaudi, Torino 2006, pp. 257, 15,80 Euro).
Non è facile definire il termine «laicità», che è spesso usato in modo approssimativo. Essere laici non coincide con l’essere agnostici, atei o anticlericali. Con un ragionamento stringente, Giovanni Boniolo giunge a una definizione condivisibile: la laicità è l’atteggiamento intellettuale caratterizzato dal lasciare la libertà di coscienza, intesa quale libertà di conoscenza, libertà di credenza, libertà di critica e di autocritica. In altre parole, non c’è laicità senza un atteggiamento antidogmatico e antifondamentalista.
Il libro, collettaneo, affronta molti aspetti del tema della laicità, col contributo di nomi rilevanti nel panorama italiano. Dato l’orientamento tanatologico di questa rivista, ci soffermeremo unicamente sul tema del rapporto tra la vita e la morte dal punto di vista laico, affrontato da Boniolo. La prima distinzione suggerita è quella tra vita ed esistenza: il termine «vita» non comporta l’attribuzione di valori, mentre ciò che possiede valore è la porzione di vita cui viene attribuito un valore, trasformandola così in esistenza e sacralizzandola.
Qualunque sia la scelta operata per definire la morte, l’opzione richiede un riferimento a valori, non alla biologia. Cosa se ne deduce sull’atteggiamento laico di fronte alla morte? Il laico è cosciente della responsabilità che comporta attribuire valore, e cerca di giustificare razionalmente il valore e di valutarne le ricadute pratiche. Il laico non desidera demandare le scelte di fine vita allo Stato, non si adegua alle scelte della maggioranza, richiede che la libertà di coscienza di ogni individuo sia rispettata.
Il numero segnala inoltre Eutanasia: spunti per un dibattito di Michele Aramini (Ancora, Milano 2006), Les musulmans face à la mort en France di Atmane Aggoun (Espace éthique-Vuibert, Paris 2006) e Pensare l’eutanasia di Jean-Yves Goffi (Einaudi, Torino 2006), nella sezione di segnalazioni a cura di Serena Scribante.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2007, a firma di Marina Sozzi.