Lettere
Pubblichiamo una scelta dalla corrispondenza con i Soci, con le risposte della redazione.
Un Socio chiede chiarimenti in merito alla gratuità della cremazione: «Ho appreso che la cremazione sarebbe un servizio gratuito, a carico del Comune. Tuttavia, in occasione del decesso di un mio congiunto avvenuto in un Comune diverso da quello di residenza, mi è stato richiesto il pagamento di una somma non indifferente. Come si concilia questo con il principio della gratuità?» La questione sollevata è importante e merita una risposta puntuale.
La legge n. 440 del 1987 ha effettivamente riconosciuto la cremazione come servizio pubblico, le cui spese sono poste a carico del Comune. Occorre però precisare che tale onere grava sul Comune di residenza del defunto, e non su quello in cui il decesso è avvenuto o in cui ha sede l’impianto di cremazione. Quando, come nel caso da Lei segnalato, la cremazione viene effettuata in un Comune diverso da quello di residenza, possono sorgere complicazioni e si possono determinare richieste di pagamento, legate ai rapporti fra le diverse amministrazioni comunali. La materia, va detto, è regolata in modo non sempre uniforme, e le prassi variano da luogo a luogo.
La SOCREM è da tempo impegnata a sollecitare una maggiore chiarezza e uniformità normativa su questo punto, affinché il principio della gratuità non resti lettera morta e non si traduca, per i cittadini, in un percorso a ostacoli. Nel frattempo, raccomandiamo ai nostri Soci di rivolgersi sempre, in caso di necessità, agli uffici della Società, che potranno fornire l’assistenza necessaria per espletare le pratiche nel modo più corretto e meno oneroso possibile. È anche per offrire questo genere di tutela concreta che la nostra Associazione esiste e opera.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 1999, a firma di Redazione.