Letture: musica, cinema e libri
Musica — A New Orleans la banda segue il funerale
Il jazz affonda le radici nel fertile terreno del sud degli Stati Uniti. Alla fine della guerra civile, una delle conseguenze più curiose della sinergia tra musica per banda militaresca e tradizioni afroamericane fu la proliferazione di orchestre di ottoni (brass bands), rimaste in voga per le parate, i balli e, di particolare interesse, per i funerali. New Orleans ha rivendicato la creazione della tradizione delle marching bands alle cerimonie funebri: l’usanza di seguire i funerali nel percorso di andata e di ritorno dal cimitero si rifaceva chiaramente ai riti africani.
All’andata i brani erano scanditi con un sound lento e melanconico, per accompagnare il passo dei trasportatori del feretro; ma, appena il corteo usciva dal cimitero, le trombe si scatenavano e, in una immediata oggettivazione del dolore, il corteo si rimetteva in marcia verso il centro città con ritmi vivaci, persino allegri. Disponiamo a questo proposito della testimonianza di Jelly Roll Morton, musicista pioniere del jazz e personalità tra le maggiori della storia di tale genere musicale. (Barbara Borra)
Cinema — Un grande Jack Nicholson racconta una vecchiaia alla deriva
In About Schmidt di Alexander Payne (USA, 2003), nella prima scena Jack Nicholson attende paziente e inerme in un ufficio disadorno: l’orologio segna pochi minuti alle cinque, l’ora di uscita. Ma questa volta Warren Schmidt non tornerà, perché è il suo ultimo giorno di lavoro dopo 42 anni. Seguiamo il neo-pensionato passo passo nella sua nuova vita, nei legami di amicizia che si allentano e nei rapporti familiari che lo compromettono.
La morte della moglie rappresenta in questo panorama poco più di un altro intoppo da misurare e aggirare. Il dolore provato è così sordo da equivalere a una sentenza definitiva: gli anni hanno scavato il volto di Schmidt e la sua forza d’animo. Aiutato dalla straordinaria interpretazione di Nicholson, il film affronta con efficacia un tema centrale dei nostri giorni: la vita media si allunga, e con essa il periodo che segue la fine della cosiddetta vita attiva, ma la società deve ancora ritrovare un ruolo per gli anziani che sia davvero ricco di senso e di dignità. (Pier Maria Allolio)
Libri — Ivo Lizzola, Aver cura della vita (Città Aperta Edizioni, Troina 2002)
Ivo Lizzola insegna pedagogia sociale e pedagogia dei diritti umani all’Università di Bergamo. Il suo libro affronta in maniera delicata e pregnante gli approcci formativi nei momenti liminali della vita, come la sofferenza, la malattia, il congedo dalle persone che amiamo. La metafora dell’essere gufo notturno, accanto a quella dell’allodola, significa la capacità di saper ascoltare, riscoprendo la fragilità propria e altrui nei momenti dolorosi dell’esistenza, ma anche la capacità di rinascere a nuova vita.
Come afferma Karen Blixen, «ogni dolore può essere sopportato se lo si narra e se ne fa una storia»: imparare a raccontare storie e a saperle ascoltare diventa luogo e spazio reale e simbolico di cura. Il ruolo degli educatori dovrebbe essere quello di «creare campo» per le parti in conflitto dentro di noi, secondo le riflessioni di Etty Hillesum. Pagine da leggere in silenzio, poco alla volta, che aiutano a osare percorsi nuovi, dentro e fuori di noi. (Marcella Filippa)
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2003, a firma di Barbara Borra, Pier Maria Allolio, Marcella Filippa.