Notiziario del Centro Studi Ariodante Fabretti
La più rilevante iniziativa in preparazione al Centro Studi Ariodante Fabretti per il prossimo anno è un convegno internazionale dal titolo «Morte e riti funebri nella società occidentale contemporanea», che si terrà il 24 e il 25 settembre 1999. Dopo la riflessione sul rito che ha preso forma tra le pagine di «Confini», e che ha suscitato l’interesse di molti Soci, è parso infatti necessario dare maggior respiro scientifico a questa tematica, che va oltre, naturalmente, al problema del rito della cremazione. Così il Centro Studi ha deciso di organizzare questo convegno, il cui scopo è quello di analizzare le ragioni dello specifico disagio che la nostra società avverte di fronte al fenomeno del morire proprio e altrui, e dell’attuale situazione e funzione dei riti funebri.
Il disagio comincia di fronte al proprio decadimento fisico o a quello dei nostri cari, si manifesta come una diffusa difficoltà a stare vicino a chi muore, o a chi ha subito un lutto, e sovente si trasforma in senso di vuoto e di spaesamento per la mancanza o per l’inadeguatezza di un rito consolatorio, che aiuti i vivi ad affrontare la separazione dal defunto.
Il convegno, che è pensato come un percorso che segua i sintomi di questo malessere della nostra società, sarà suddiviso in tre sezioni, a ciascuna delle quali sarà dedicata mezza giornata. La prima sezione è intitolata «La morte del corpo», e intende analizzare la cultura del corpo prevalente nella nostra civiltà, per comprenderne il legame con la negazione e la rimozione della malattia e della morte. La seconda sezione, dal titolo «Valenze culturali e simboliche del rito funebre», si propone di indagare vari aspetti della funzione del rito, l’onore reso ai morti e la consolazione dei vivi, la gestione del delicato momento della separazione dal defunto e l’inizio del processo di elaborazione del lutto. La terza e ultima sezione, intitolata «Vecchi e nuovi riti», si propone di rispondere alla domanda: chi struttura riti oggi e come?
Il convegno sarà interdisciplinare, poiché riteniamo che sia impossibile trattare un problema complesso come quello della morte senza un cospicuo sforzo di collaborazione tra le varie discipline. Saranno quindi presenti sociologi, filosofi, storici, psicologi, antropologi, sia italiani che stranieri, provenienti da vari paesi europei, che porteranno, oltre alla loro competenza scientifica, anche l’esperienza dei propri paesi d’origine, in modo da dar luogo a un confronto tra le diverse situazioni nazionali.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 1999, a firma di Redazione.