Notiziario Fondazione Ariodante Fabretti
La donazione del corpo alla scienza: «Essere utili anche dopo». Da qualche tempo la Fondazione Fabretti si occupa di una questione che riveste un certo interesse ma che, almeno in Italia, è ancora troppo poco dibattuta: la donazione del corpo alla scienza. Come sottolinea il dottor Lorenzo Varetto — che insieme a Marco Novarino ha organizzato il convegno — in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di «Socrem News» della Socrem di Torino, in tutta Europa e negli Stati Uniti la donazione del cadavere per fini scientifici è assai diffusa, mentre in Italia è poco praticata, anche a causa di conoscenze spesso non fondate, come la convinzione che qualsiasi atto eseguito su un cadavere sia assimilabile a un lavoro di macelleria, mentre le attività nei laboratori di anatomia chirurgica sono interventi eseguiti nel massimo rispetto della salma. Allo scopo di aprire un dibattito, la Fondazione Fabretti, la Socrem di Torino, la Federazione Italiana per la Cremazione e il Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale dell’Università di Torino hanno organizzato il convegno «Essere utili anche dopo. La donazione del corpo alla scienza», che si terrà a Torino il 6 giugno, alle ore 15.00, presso l’aula di Anatomia della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Interverranno, tra gli altri, Filippo Castaldi, Grazia Mattutino, Elisabetta Malagoli, Désirée Boschetti, il vescovo di Ozieri Sergio Pintor, l’on. Katia Zanotti e il giornalista Meo Ponte; modereranno Marco Novarino e Lorenzo Varetto.
Luoghi e culto dei defunti in Piemonte: quale cultura funebre per il futuro? Come si ricorderà, la Fondazione Fabretti ha dato avvio al progetto di ricerca Luoghi e culto dei defunti in Piemonte. Quale cultura funebre per il futuro?, finanziato nell’ambito del «Progetto Alfieri». I ricercatori coinvolti — due antropologi, uno storico e uno storico dell’arte — hanno iniziato a prendere contatto con gli enti istituzionali delle comunità oggetto dello studio, che sono otto: Fossano, Bra, Cuneo, Torino, Torre Pellice, Novara, Vercelli e Trino Vercellese. Nei mesi successivi gli antropologi avvieranno la ricerca sul campo, mettendosi in contatto sia con chi fruisce del cimitero sia con quanti sono deputati alla sua organizzazione e gestione; i due storici reperiranno notizie storico-artistiche sui cimiteri studiati, per fare emergere la genesi e la storia dei singoli siti, la loro collocazione e la loro evoluzione architettonica e urbanistica. Tutto il 2008 sarà dedicato alla raccolta dei dati, mentre la fase di sintesi sarà conclusa nel corso del 2009, quando i diversi segmenti delle ricerche verranno organizzati in un rapporto conclusivo.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2008, a firma di Redazione.