Emilia Mariani (1854-1917)
La pratica cremazionista in Italia, nella sua fase nascente tra gli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento, è promossa soprattutto da scienziati positivisti, medici igienisti e aderenti all’universo massonico, laico e democratico. Tra i primi sostenitori c’è anche un piccolo nucleo di intellettuali femministe, che ruotano intorno alla redazione del periodico bolognese «La Donna». Alla rivista collabora Emilia Mariani, una delle prime suffragette italiane a battersi per il voto alle donne.
Emilia Mariani nasce a Torino il 23 marzo 1854. Maestra e insegnante di francese, studiosa di pedagogia, impegnata in numerose battaglie per i diritti delle donne, è una delle protagoniste del movimento femminista tra Otto e Novecento. Attiva nel movimento delle insegnanti magistrali, è la prima firmataria di una proposta di legge sulla parificazione delle carriere delle maestre con quelle dei maestri, diventando la figura più rappresentativa dell’Associazione nazionale magistrale.
Con una formazione che ha radici mazziniane, a partire dal 1890 è per un certo periodo vicina al movimento socialista, ma dopo la polemica interna sul voto alle donne se ne allontana. Tra il 1889 e il 1892 dirige «Flora Letteraria», mentre nel 1904 assume la direzione di «Cronache Femminili». Collabora a vari periodici italiani ed esteri, come «La Fronde» di Parigi, noto giornale pubblicato solamente da donne. Dopo aver costituito, nel 1895, la Lega per la tutela degli interessi femminili, nel 1906 fonda e presiede a Torino il Comitato «Pro voto» alle donne.
Tra i suoi scritti si possono ricordare le memorie dei viaggi contenute in Londra e Parigi (1905) e la raccolta postuma Ascensione femminile. Scritti scelti (1918); è autrice inoltre di La donna e il lavoro (1895) e di Il primo maggio delle donne lavoratrici (1897). Dopo la sua morte, avvenuta a Firenze il 27 febbraio 1917 all’età di 63 anni, la sua salma è cremata il 1º marzo e trasportata a Torino, dove le sue ceneri sono deposte al Tempio crematorio. Nel 1973 il mazziniano Terenzio Grandi le ha dedicato uno dei suoi scritti, ricordandola come una delle prime femministe italiane.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2003, a firma di Walter Tucci.