Altiero Spinelli, un precursore dell’Europa unita
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Altiero Spinelli, un precursore dell’Europa unita

1 Gennaio 2007
2 min di lettura

Nella tarda mattinata di venerdì 23 maggio 1986 si spegneva a Roma Altiero Spinelli, unanimemente riconosciuto come uno dei «padri» spirituali dell’Europa unita. Il lunedì successivo furono celebrate le esequie di un politico tra i più rilevanti che l’Italia abbia potuto vantare nel corso della sua storia repubblicana; al suo funerale presero parte le più alte cariche istituzionali della Comunità europea e dello Stato.

Nato a Roma il 31 agosto 1907 in una famiglia della media borghesia capitolina, Spinelli ricevette un’educazione improntata ai valori di uno spirito laico e socialista. Studente del liceo Mamiani, entrò ben presto in contatto con alcuni militanti comunisti, e nel 1924, appena diciassettenne, il suo nome comparve tra quelli di un gruppo universitario comunista di Roma.

L’impegno politico lo spinse molto presto a scegliere la strada della clandestinità. La mattina del 3 giugno 1927 Spinelli fu arrestato a Milano: era l’inizio di un lungo e ininterrotto periodo di carcere e confino, che terminerà soltanto con la caduta del fascismo nel luglio 1943. La sentenza del Tribunale Speciale lo aveva condannato a sedici anni e otto mesi. Fu nel corso di questi anni che Spinelli ridefinì le proprie posizioni politiche, fino alla rottura e all’espulsione dal partito comunista.

Dal 1937 cominciarono gli anni del confino, dapprima a Ponza e successivamente a Ventotene. Fu proprio in quest’isola che, grazie al sodalizio con Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, prese corpo l’ideale federalista i cui capisaldi confluirono nella redazione del Manifesto per una Europa libera e unita, più noto come Manifesto di Ventotene.

Con la caduta del fascismo Spinelli fondò a Milano il Movimento Federalista Europeo. Al 1970 risale la nomina a Commissario della Comunità a Bruxelles, e nel 1976 fu eletto come indipendente dapprima alla Camera e successivamente al Parlamento europeo. In base a sue precise disposizioni, il corpo di Spinelli fu cremato e le sue ceneri furono trasferite sull’isola di Ventotene.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2007, a firma di Luca Prestia.

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