Editoriale
Prosegue in questo numero la serie delle interviste sulla cremazione a uomini illustri e comunque rappresentativi della cultura e della società italiana. Nelle pagine che seguono i lettori troveranno la cronaca di un fitto dialogo con Gianni Vattimo, filosofo, opinionista, europarlamentare. Ciò che Vattimo ci racconta è interessante non soltanto per l’indiscussa autorevolezza intellettuale del personaggio, ma anche per la sua formazione cattolica.
Nonostante la Chiesa abbia da tempo rivisto le proprie posizioni sulla cremazione, permane fra molti fedeli una certa diffidenza nei confronti di questa antica e civilissima pratica. È quindi importante tornare sull’argomento, distinguendo con rigore le opinioni personali — sempre degne di rispetto — dai pregiudizi.
Fra gli articoli che pubblichiamo ve ne sono altri due che meritano un particolare richiamo. Innanzitutto vogliamo segnalarvi il prezioso intervento sul tema dell’eutanasia di Adriano Vitelli, primario emerito di medicina e coordinatore della Consulta laica di bioetica. Il nostro intervento sul diritto alla morte ha suscitato nei lettori reazioni di vivo interesse e abbiamo pertanto ritenuto opportuno ritornare sull’argomento, ampliandolo e approfondendolo. Siamo convinti, come il professor Vitelli, che quello dell’eutanasia sia un problema di cui deve essere investita tutta l’opinione pubblica, cominciando naturalmente da quelli che, per formazione, scelte e cultura, sono più sensibili all’argomento.
Infine abbiamo ripreso l’analisi della rappresentazione della morte nella storia della musica. Questa volta è di scena Giuseppe Verdi, l’operista che prima e più di tanti altri ha introdotto nelle proprie opere questo «tema» centrale nella vita di ogni individuo.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2000, a firma di Redazione.