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1 Maggio 2001
3 min di lettura

1. Una vera e propria tempesta legislativa si è abbattuta sul mondo della cremazione. Proprio negli ultimi istanti di vita della legislatura, il 7 marzo 2001, il Parlamento ha infatti definitivamente approvato il disegno di legge n. 5023, intitolato «Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri». Per l’importanza del provvedimento e per la ricaduta che avrà sulla cultura cremazionista in Italia, questo numero di «Confini» è in larga parte dedicato alla ricostruzione del dibattito parlamentare che lo ha preceduto e a un’analisi ravvicinata dei singoli articoli della nuova legge.

Diciamo la verità: indipendentemente dal merito e dai contenuti, l’intero iter di una normativa di importanza vitale per tutto l’associazionismo cremazionista si è svolto senza che il legislatore prestasse ascolto alle istanze che ne provenivano. Una sola audizione, il 22 giugno 2000, è stata concessa ai rappresentanti della Federazione Italiana per la Cremazione (FIC) e alla Socrem di Bologna e si è risolta sostanzialmente in nulla per quanto concerne la gratuità. Di qui l’esigenza di restituire trasparenza e chiarezza a quel dibattito, consentire ai lettori di «Confini» di valutare direttamente e senza mediazioni le scelte e i comportamenti delle varie forze politiche.

Pubblichiamo quindi il verbale integrale dell’ultima discussione sulla legge, quella svoltasi in Senato il 7 marzo. Come risulterà evidente ai lettori, gli ultimi, residui dissensi tra i parlamentari sono emersi a proposito dell’articolo 5, che pone a carico del cittadino le spese per la cremazione limitando la gratuità del servizio solo in casi di salme di persone bisognose. Questa norma era stata già introdotta — in maniera del tutto incongrua — nel D.L. 27 dicembre 2000 n. 392, recante disposizioni urgenti in materia di enti locali. Ne era scaturita così una sorta di trappola concettuale: l’abolizione della gratuità della cremazione non ha come esito la parità tra cremazione, inumazione e tumulazione, ma comporta una sua pesante penalizzazione.

Quando, infatti, nel 1987 il legislatore aveva ritenuto di renderla gratuita, l’obiettivo dichiarato era stato quello di incrementare una pratica poco diffusa nel nostro paese e di alleggerire i Comuni di una serie di compiti gravosi e onerosi. Oggi siamo arrivati al 4% di media nazionale sul totale dei decessi, a fronte del 70%, ad esempio, dell’Inghilterra; l’esiguità di questo dato conferma che nessuna delle ragioni che motivarono il legislatore nel 1987 è venuta meno. Nonostante le numerose proteste affiorate nel mondo cremazionista, la nuova legge ha riproposto lo stesso artificio retorico per cui sembra che si conceda la gratuità della cremazione ai bisognosi, mentre in realtà la si toglie a tutti i cittadini.

2. Ora l’interesse del mondo cremazionista si sposta sull’attuazione di questa legge. In questo stesso numero di «Confini» ospitiamo un’intervista all’ingegner Luciano Scagliarini, presidente della SOCREM di Torino, che si sofferma proprio sulle conseguenze operative della nuova normativa. Si apre una partita diversa, che investe anche il regolamento delle tariffe previste per la cremazione. Se il legislatore ha inteso parificare tutte le varie forme di sepoltura, ebbene che questa parità sia resa effettiva adottando tariffe che riflettano fedelmente la consistenza dei costi, evitando ogni discriminazione a danno della cremazione. Giova qui ricordare che il costo effettivo che il Comune sostiene complessivamente per l’inumazione è certamente superiore a quello sostenuto per la cremazione.

Oggi a Torino la SOCREM pratica la ritualità dell’accoglimento delle salme e della consegna delle ceneri, considerando il rito una cerimonia indispensabile non solo come omaggio alla memoria del defunto ma anche come testimonianza della pietas che ispira il cordoglio degli amici e dei parenti. C’è da augurarsi che i nuovi regolamenti tengano conto di questa prassi, sottraendosi alla tentazione di adottare nuovi tariffari che monetizzino le diverse fasi della cerimonia.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2001, a firma di Redazione.

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