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1 Gennaio 2002
2 min di lettura

È un numero molto ricco quello che i lettori hanno fra le mani, idealmente il primo di una nuova serie che si annuncia anche con qualche modifica grafica e di foliazione.

Innanzitutto non abbiamo voluto sottrarci a una riflessione sui fatti di New York. Molti mesi sono ormai passati da quel tragico 11 settembre, molte cose sono accadute, e soprattutto sono stati versati fiumi di inchiostro per raccontare, interpretare, dibattere. Eppure quella tragedia non poteva mancare dalle nostre pagine, anche se abbiamo voluto scegliere, per parlarne, un taglio abbastanza particolare. Abbiamo come prima cosa selezionato una pagina del «New York Times», che racconta una storia straziante — una delle tante — in cui l’elaborazione del lutto, in assenza di un corpo e di un luogo, diventa ambigua, difficile, faticosa.

Pubblichiamo poi una bella testimonianza di un autorevole italiano che lavora a New York, che ha visto l’attentato compiersi attraverso le finestre del proprio ufficio. Infine, un saggio esplora il concetto di morte all’interno dell’Islam, una religione e una cultura di cui ci siamo improvvisamente accorti di sapere poco o nulla.

Questo numero ospita pure altri notevoli interventi di approfondimento: uno dedicato alla rappresentazione della morte nella fantascienza, un altro all’interpretazione della morte nel «Flauto magico» di Mozart, straordinaria favola in musica depositaria della cultura illuministica. Accanto a questi testi, altri sono portatori di riflessioni «aperte»: l’intervento di Marina Sozzi sul dilemma «conservazione o dispersione» e quello di don Sergio Messina sulla spiritualità della cremazione.

Vogliamo ancora segnalarvi il rapporto sui risultati del questionario inviato ai Soci della Socrem di Torino nel 2000, che ci permette di delineare con precisione il profilo dei suoi associati; le pagine della F.I.C., che documentano l’attività della Federazione; un ritratto di Piero Martinetti, il filosofo cremazionista che si rifiutò di giurare fedeltà al fascismo.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2002, a firma di Redazione.

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