Editoriale
I «desaparecidos» sono il soggetto di apertura di questo numero di «Confini», in grandissima parte dedicato a una riflessione multidisciplinare sul tema della morte, della sua elaborazione e della sua rappresentazione. Il caso degli oppositori politici sequestrati e assassinati dalla dittatura argentina è emblematico di un problema ben più esteso — si pensi ai dispersi della seconda guerra mondiale —: quello della morte senza il corpo. In assenza di un cadavere, e nell’impossibilità di compiere i riti che accompagnano la sepoltura, l’elaborazione del lutto diviene estremamente complessa, faticosa, contraddittoria, e resta a lungo irrisolta.
Anche gli interventi di Adriano Favole e Rossana Becarelli affrontano — da diversi punti di vista — il problema del «pensiero» della morte: il primo lo legge all’interno di culture diverse, che diversamente immaginano la sorte dell’uomo quando oltrepassa l’estremo limite della vita; il secondo offre un’intensa riflessione personale. Alla morte nell’ambito della storia dell’arte è infine dedicato un saggio che ricostruisce la storia e la fortuna di un’iconografia singolare: quella della «danza macabra».
A partire da questo numero si arricchisce in modo sostanziale l’ultima parte della rivista, tradizionalmente riservata alle rubriche. Al consueto appuntamento con i libri si aggiungono quelli dedicati al cinema e alla musica, e infine a un personaggio di rilievo della cultura nazionale che ha militato nelle file dei cremazionisti. Riteniamo che i lettori gradiranno questa innovazione, che ha lo scopo di rendere «Confini» una lettura sempre più varia e accattivante.
Infine, la Redazione desidera rivolgere un augurio affettuoso a Luciano Scagliarini che, dal prossimo giugno, dopo dodici anni di intenso e proficuo lavoro, lascerà la guida della Socrem di Torino per dedicarsi «anima e corpo», secondo il suo costume, alla Federazione Italiana per la Cremazione, nonché alla Fondazione A. Fabretti e ad altre attività di volontariato cremazionista. Senza di lui anche questa rivista non esisterebbe — e infatti Luciano Scagliarini continuerà a far parte del suo comitato di redazione.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2002, a firma di Redazione.