Editoriale
Il servizio che apre questo numero è dedicato alla «nuova» Torino, alla città, cioè, che ai torinesi di antica data unisce oggi non soltanto gli italiani immigrati nel corso degli ultimi decenni da altre regioni del Paese, ma anche uomini e donne provenienti dall’Europa orientale, dall’Africa, dall’Asia.
Di loro sentiamo parlare nelle pagine di cronaca dei quotidiani, o quando sono oggetto del dibattito politico.
A noi interessa affrontare il problema da un altro punto di vista. Ci interessa considerare piuttosto la grande varietà di lingue, culture, religioni, usi e costumi che fanno oggi di Torino un autentico crocevia del mondo.
Comunque si possano e si vogliano affrontare i problemi economici, sociali o di ordine pubblico derivanti da questa inedita situazione, noi riteniamo che essa rappresenti altresì una storica occasione di incontro, di confronto, di conoscenza.
Nel DNA di chi ha compiuto la scelta della cremazione noi crediamo siano inscritti i geni dell’attenzione per l’altro, del rispetto per la differenza, della vera tolleranza. Valori, questi, che ci permettono di riconoscere dei «confini» proprio per attraversarli più agevolmente, per farne un punto di orientamento e uno strumento di viaggio, invece che un criterio di divisione e di esclusione.
Ma «Confini» ospita altri «pezzi» che meritano di essere richiamati: un’intervista a Guido Ceronetti, scrittore, poeta, traduttore e interprete fra i più sensibili e originali della condizione umana; un viaggio di Marina Sozzi attraverso le riflessioni di alcuni grandi spiriti di ogni tempo che hanno fatto del pensiero della morte una bussola per ritrovare i valori più autentici della vita; e infine un intervento di Luciano Scagliarini che, anticipando i contenuti della sua relazione alla prossima assemblea annuale dei soci della Socrem, illustra risultati e obiettivi di quella che è probabilmente la più attiva associazione cremazionista italiana.
Insomma, ai lettori offriamo un numero ricco e articolato, che ci auguriamo susciti il loro interesse e magari le loro reazioni.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 1997, a firma di Redazione.