Editoriale
Da questo numero e per qualche volta «Confini» dedicherà uno spazio importante all’eutanasia e ai temi che a essa sono correlati. L’eutanasia è da tempo al centro del dibattito culturale e presto dovrà entrare nell’agenda politica del Paese. Ci sembra però che la maggioranza dei cittadini non si sia ancora formata un’idea precisa. Questo è tanto più grave perché si tratta di un problema la cui soluzione non può essere delegata ai «tecnici».
I medici, gli uomini di scienza, gli studiosi di bioetica potranno e dovranno offrirci dati, ragionamenti, riflessioni, ma toccherà poi a ciascuno di noi maturare un orientamento. La questione dell’eutanasia mette infatti in campo dei valori che non dipendono dalla scienza e che solo in piccola parte possiamo ritenere universalmente condivisi. Che cos’è la vita? Che cos’è la morte? È giusto che ciascuno disponga liberamente della propria? È giusto disporre della vita di altri che si trovano nell’impossibilità di prendere una decisione? Queste, e molte altre, sono le domande implicate dal problema dell’eutanasia, e non vi sono scorciatoie possibili.
Le Socrem sono chiamate in questa prospettiva a offrire un contributo particolarmente importante, se non altro perché sono formate da cittadini di diverso credo religioso e orientamento culturale che hanno scelto di preoccuparsi della propria morte, cioè di gettare uno sguardo non fuggevole sulla fine della propria vita.
In questo e nei prossimi numeri di «Confini» interverranno sul tema studiosi di differenti discipline, che cercheranno di analizzare il problema da un certo numero di punti di vista. Un’attenzione particolare sarà dedicata al cosiddetto «testamento biologico», che appare a molti un primo, fondamentale passo per affrontare la questione. Ci sembra però importante che anche i lettori offrano il loro contributo di riflessione, ci dicano con grande semplicità ciò che sentono e ciò che pensano. Pertanto, scriveteci! Cercheremo di assicurare a ciascuno un piccolo spazio.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, settembre 2006, a firma di Redazione.