Editoriale
Il servizio dedicato nello scorso numero ad alcune comunità di stranieri residenti a Torino e ad alcuni gruppi di cittadini italiani che costituiscono altrettante minoranze da un punto di vista culturale o religioso, ha suscitato un vivo interesse e molte incuriosite reazioni. È un peccato che la stampa nazionale e locale insegua con tanta pervicacia la cronaca spicciola e non effettui quasi mai uno scavo appena più approfondito. Se lo facesse, guadagnerebbe forse qualche lettore, e comunque svolgerebbe, per i lettori che già ha, un apprezzato servizio.
In ogni caso, restando a noi, non abbiamo vinto la tentazione di proseguire nella ricerca, questa volta rivolgendo l’attenzione a quegli immigrati italiani (istriani, veneti, delle regioni del Sud) che si integrarono non senza difficoltà, in anni ormai lontani, nel tessuto della nostra città.
La memoria rimodella spesso il passato sulla base delle urgenze e delle sensibilità del presente, e così forse c’è chi pensa che l’accoglienza a quanti arrivarono dal nostro Meridione sia stata caratterizzata da sentimenti di solidarietà che oggi non sono sempre replicati nei confronti delle nuove ondate migratorie. Non fu così, e tutti lo sappiamo bene. Lo dimostra, fra gli altri, il fatto che questi italiani hanno strutturato forme di associazionismo loro proprie, con la funzione di preservare un rapporto con la loro cultura di origine, ma sicuramente anche con quella di «difenderli» da una realtà che percepivano come ostile.
In questo numero, che è particolarmente ricco di notizie e servizi, ci permettiamo di segnalare anche il racconto di due vite straordinarie: è quello che ci fa un nostro socio, l’ingegner Giorgio Diena, ricordando il padre (come lui convinto cremazionista) e il fratello.
Richiamiamo infine l’attenzione dei lettori sul resoconto dell’assemblea generale della SOCREM: ne emerge il quadro di una struttura viva e impegnata come non mai, nonché la conferma del ruolo decisivo dell’associazionismo per la diffusione dell’idea cremazionista.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, ottobre 1997, a firma di Redazione.