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1 Gennaio 2008
2 min di lettura

Questo numero di «Confini» è un po’ speciale, non tanto per quello che contiene, ma perché è l’ultimo della seconda serie. Da maggio, infatti, la rivista cambierà periodicità e formula: diventerà semestrale, sarà inviata soltanto ai Soci che ne faranno richiesta, ma raggiungerà in tutta Italia quanti operano nell’ambito dei servizi cimiteriali, e affronterà argomenti più circoscritti, con un taglio più informativo.

Le ragioni di tali scelte sono tante, ma la principale è che sta mutando il ruolo dell’associazionismo cremazionista, o, meglio, si sono aperti per esso nuovi orizzonti, che spingono ad assumere nuove responsabilità. La grande, storica battaglia per la diffusione della cremazione sta finalmente dando frutti significativi in diverse parti d’Italia. Molto resta da fare, soprattutto in provincia e nelle regioni meridionali, ma le resistenze più aspre sembrano vinte.

Attendono ora altre prospettive di lavoro, che riguardano problemi nei confronti dei quali si è maturata negli anni una speciale sensibilità e competenza: la questione del rito, la difesa del culto della memoria e della sacralità della morte, la capacità dei cimiteri di rispondere meglio alle esigenze della comunità restando il fulcro della memoria collettiva, la preparazione degli operatori cimiteriali. Sono temi su cui occorre offrire un contributo, mettendo in gioco un’esperienza più che centenaria. È pertanto necessario che «Confini» affini la propria strategia editoriale, delimiti meglio le materie di cui vuole occuparsi e, in una certa misura, si specializzi. Ma i lettori vedranno e giudicheranno.

Per introdurre il «nuovo corso» già in questo numero si è ricercata una speciale omogeneità di contenuti. Il pezzo di apertura è una lunga intervista di Fabrizio Gombia ad Antonio Dieni, grande esperto di servizi cimiteriali, sul futuro dei luoghi di sepoltura. Luciano Scagliarini propone una completa e chiara sintesi della vigente legislazione italiana in tema di cremazione e dispersione. Merita una particolare segnalazione il testo di Marina Sozzi, che ragiona sulla relazione fra cremazione, dispersione e culto della memoria: è infatti necessario che non si creino confusioni tra cremazione e dispersione, due scelte completamente distinte. Per completare e arricchire tale riflessione, la sezione «cultura» è dedicata a un’analisi dell’importanza della memoria nella civiltà greca.

Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2008, a firma di Redazione.

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