Il senso della vita
«Confini» pubblicava nel 2001 questo testo come lettera di congedo attribuita allo scrittore. Si tratta in realtà di un componimento apocrifo («La Marioneta»), all’epoca largamente diffuso come autentico. Ne riproduciamo un estratto, nello spirito documentario della rubrica.
Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma sicuramente penserei molto a quello che dico. Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più; capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato di cioccolata.
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando allo scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima. Se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza ricordare alla gente che le voglio bene.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo in cui si sale la scarpata. Ho imparato che quando un neonato prende col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, l’ha afferrato per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall’alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, gennaio 2001, a firma di Gabriel García Márquez.