Luigi Martini
Tra le molte iniziative a sfondo sociale cui diede vita il piemontese Luigi Martini ve n’è una che sintetizza efficacemente il senso del suo operato: la fondazione a Torino, il 4 luglio 1889, della Casa Benefica, «rifugio dei giovani derelitti» della città subalpina di fine XIX secolo.
Nato a Monteu da Po nel 1840, Luigi Martini, la cui professione era quella di pretore urbano, si staglia nel panorama filantropico torinese come uno dei principali organizzatori di iniziative rivolte a rendere meno drammatica la vita di giovani poveri e denutriti. Insieme a Edmondo De Amicis, può essere ritenuto una delle personalità più attive «nell’accusare e constatare la difettosa sociale organizzazione».
Per Martini gli esseri umani non nascono irrimediabilmente malvagi, come invece il medico Cesare Lombroso aveva in qualche modo teorizzato; sono piuttosto le condizioni ambientali e culturali all’interno delle quali i soggetti crescono che determinano i percorsi di vita successivi. Un atteggiamento fondamentalmente laico e non discriminante nei confronti del genere e della confessione religiosa degli individui da accogliere.
Martini non ebbe la possibilità di assistere a lungo allo sviluppo dell’istituzione da lui fondata, poiché morì relativamente giovane nel 1894, all’età di 54 anni. Nel corso dei funerali parteciparono anche «i liberati dal carcere» e sventolarono le «bandiere abbrunate di società di mutuo soccorso». I resti del corpo del benefattore, cremato poco dopo, furono seppelliti nel cimitero del paese natale.
Articolo pubblicato originariamente in Confini, maggio 2007, a firma di Luca Prestia.